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Incendio montagna, il geologo Ortolani spiega: “Possibili frane, ma tutto finirebbe nelle vasche”

I valloni affluiscono nelle vasche e dopo gli incendi possono verificarsi nubifragi, questa non è una novità. Qualora ciò avvenga si possono originare flussi detritici veloci con notevole potere distruttivo quando si incanalano. La cenere impermeabilizza la superficie del suolo e favorisce lo scorrimento dell’acqua di ruscellamento durante i nubifragi. La conseguenza è rappresentata dai flussi detritici. Nella situazione attuale è evidente che eventuali flussi detritici scorrerebbero negli alvei fino a riversarsi nelle vasche dove si deporrebbe il detrito con tronchi d’albero. L’assetto idrogeologico attuale garantisce sicurezza per l’area abitata a valle dei versanti devastati dal fuoco in quanto le vasche realizzate per contenere eventuali altre colate rapide di fango funzionerebbero come vasche di decantazione per i flussi detritici che hanno portate inferiori alle colate distruttive come quelle del maggio 1998.

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