Le fiamme devastano il Saretto, si indaga sul dolo.
Un nuovo incubo di fuoco e fumo nell’area colpita già nel settembre del 2021 quando fu distrutta da un incendio ad opera di minori. Indagini in corso per rilevare eventuali inneschi del fronte di fuoco. Ieri, intorno alle 12, è divampato il rogo lungo le pendici del monte che sovrasta il centro storico della città. Le lingue di fuoco in pochi minuti si sono propagate avvolgendo diversi ettari di montagna, sfiorando le abitazioni di Borgo San Matteo – Terravecchia.
Si è temuto di dover procedere alla evacuazione di decine di famiglie. Una ipotesi scongiurata grazie alla macchina operativa di intervento che ha visto in campo centinaia di uomini e gli stessi residenti che si sono resi operativi con barili di acqua. Tra i primi ad arrivare sul posto, il sindaco Francesco Squillante per coordinare le operazioni, i vigili del fuoco, volontari della protezione civile I Sarrasti di Sarno e della Papa Charlie di Pagani, la polizia municipale, la Sma Campania, il Dos della Regione. Ci sono volute oltre 7 ore per domare le fiamme, che sono arrivate a colpire due fronti.
Una densa nube di fumo ha avvolto la città. A supportare gli interventi di terra, anche due aerei anfibi Canadair che, giunti sul posto nel primo pomeriggio, hanno utilizzato il “liquido ritardante” una particolare ed innocua sostanza che serve a rallentare e prevenire i processi di combustione. Ci sono ancora piccoli focolai da tenere sotto controllo e monitorare.
L’ipotesi più accreditata è che l’incendio sia stato provocato da qualcuno.
Sembra infatti che nell’area di primo innesco sia stato utilizzato del materiale infiammabile. Saranno le ulteriori indagini a chiarire la dinamica e l’origine. La zona è la stessa che tre anni fa fu scenario di un inferno di fuoco. In quel caso le indagini e le immagini delle telecamere di videosorveglianza di cui è dotata la città si riuscì a risalire agli autori.
Un gruppo di minori che per gioco aveva acceso un fuoco con sterpaglie e pietre, perdendone in pochi minuti il controllo. Furono devastati circa 20 ettari di montagna generando un grave rischio idrogeologico che si tradusse in una terribile frana nella zona del centro storico.
Il sindaco Francesco Squillante: «Ringrazio quanti si siano adoperati per il nostro territorio in un grave momento di emergenza. Se fosse confermata l’ipotesi del dolo, il mio auspico è che i responsabili siano puniti. Come Comune metteremo a disposizione ogni mezzo per supportare le indagini, forniremo anche eventuali immagini delle telecamere di videosorveglianza della zona a valle. Purtroppo non la prima volta che facciamo i conti con tali emergenze, e questo ci dice che la storia non insegna ad avere cura del bene comune, ad avere coscienza e senso civico».




