Dimettono i pazienti, poi chiudono le stanze e le sigillano con del nastro cerotto. E’ così che i posti letto sono stati tagliati, all’improvviso. In realtà ci sono, ma mancano i medici e quindi sembra si sia optato per la serrata delle camere. “Stiamo chiudendo. Non le vede le stanze chiuse a chiave?”. Un infermiere cammina con passo spedito nel corridoio del terzo piano dell’ospedale “Martiri del Villa Malta”. Il pavimento liscio e lucido riflette le porte azzurre quasi tutte bloccate. Un silenzio irreale. E’ l’ Unità Operativa Complessa di chirurgia generale e laparoscopia dell’ospedale più nuovo ed all’avanguardia dell’agro sarnese nocerino, costruito nel 2007 con attrezzature modernissime, ottime professionalità tra medici ed infermieri. Accoglie nell’agro il più alto numero di emergenze che arrivano anche dal vesuviano e dal nolano. Situazioni che spesso richiedono il ricovero. La divisione al terzo piano, gestita dal direttore Aniello Aiello, pare destinata a diventare un reparto fantasma. L’infermiere incrociato nel corridoio è di poche parole; alla domanda : “Ma perché è tutto chiuso?” risponde rimandando le responsabilità: “Non so niente, chieda al primario”. Ufficialmente pare non vi sia stata alcuna comunicazione. Sono giorni però, da quanto raccontato dai medici, che è un continuo giro di chiavi nelle serrature e l’apice lo si è toccato ieri mattina. Pare che l’obiettivo sia quello di chiudere completamente l’ala del reparto uomini.
Ieri, su otto camere, solo tre erano disponibili con due posti ciascuna. Il sistema di serrata è semplice: si dimettono i pazienti, si provvede alla pulizia e decontaminazione degli ambienti e si chiude la stanza. Se dei due posti letto uno resta occupato, il paziente viene spostato, in modo tale da poter effettuare la chiusura. Sulle porte un foglio bianco ed una scritta incerta fatta a mano. “Stanza chiusa per ordine del direttore sanitario (Vincenzo Crescenzo)e del direttore dell’Uoc”. I pazienti hanno spiegato quello che da giorni sta accadendo nell’ospedale di via Sarno Striano. “Sono stato ricoverato per un intervento chirurgico – ha detto un degente – Accanto al mio letto c’era un’altra persona che è stata dimessa. Nella stessa mattinata, sono stato spostata in altra stanza. Quando mia moglie è venuta a trovarmi è andata dove ero prima e ha trovato chiuso a chiave. Si è anche spaventata. Ci hanno detto che chiuderanno il reparto”. I medici parlano sottovoce criticando la gestione del plesso. “Ci sarebbe dovuta essere una comunicazione ufficiale, noi ad oggi non sappiamo quanti posti siano disponibili e di conseguenza come trattare i pazienti. Lavoriamo in uno stato di grossa emergenza, un carico di lavoro enorme senza riposo. Dovrebbe interessarsene anche il sindaco Giuseppe Canfora, oltre ad essere Presidente della Provincia è un primario in questo ospedale. La soluzione non è chiudere il reparto perché così si fa solo del male ai cittadini non garantendo loro il diritto alla assistenza”. Le motivazioni di una decisione drastica ed estrema si comprendono attraverso parole sussurrate, pare che lo stesso direttore Aiello a metà maggio avesse scritto una nota paventando la chiusura. I medici, tra pensionamenti, congedi, esoneri, sono pochi. I chirurghi coprono sia i turni di pronto soccorso che di reparto, spesso senza sosta, con reperibilità per emergenze chirurgiche sullo smonto notte. E l’ “Umberto I” di Nocera Inferiore non se la passa meglio. La carenza di personale sta mettendo in crisi diversi reparti e la situazione è destinata a peggiorare con il periodo estivo e la richiesta di ferie. I medici sono stati chiamati dal nosocomio di Pagani per coprire turni che rischiavano di restare scoperti. Si rischia la chiusura del pronto soccorso ormai al collasso. Poche settimane fa ad alzare la voce era stato anche il sindaco Manlio Torquato che aveva chiesto addirittura le dimissioni dei vertici dell’azienda ospedaliera.

