Le immatricolazioni estere permettono di ridurre bollo e assicurazione, ma in Polonia cresce la protesta per l’aumento dei costi e per le revisioni sospette.
Le auto con targa polacca che circolano a Napoli sono diventate un caso anche in Polonia. Il sistema viene utilizzato da anni per ridurre i costi dell’assicurazione, evitare il bollo italiano e rendere più difficile la riscossione delle multe.
Sulla stampa polacca il fenomeno è stato ribattezzato “truffa napoletana”. Gli assicuratori sostengono che gli incidenti provocati in Italia da veicoli immatricolati in Polonia finiscano per pesare anche sui premi pagati dagli automobilisti polacchi.
Come funziona il sistema delle targhe polacche
Il proprietario cancella il veicolo dal Pubblico registro automobilistico italiano e lo cede formalmente a una società estera. Successivamente continua a utilizzarlo attraverso un contratto di noleggio.
Il mezzo resta in Italia, ma risulta intestato alla società straniera. In questo modo si può accedere a un’assicurazione meno costosa e non si paga il bollo italiano. Per i noleggi superiori a trenta giorni è prevista l’iscrizione al Registro dei veicoli esteri.
L’operazione può essere formalmente regolare quando documenti, proprietà, assicurazione e registrazione sono autentici. I problemi nascono quando l’immatricolazione è soltanto simulata, le revisioni vengono certificate senza portare il mezzo all’estero oppure vengono utilizzate società inesistenti.
Revisioni false e controlli in Polonia
Le autorità polacche hanno intensificato i controlli sulle revisioni rilasciate a veicoli che non sarebbero mai arrivati realmente nel Paese. Nel marzo 2026 sono stati arrestati alcuni periti accusati di aver certificato circa 1.500 controlli mai effettuati.
La stretta avrebbe già spinto alcune agenzie italiane a proporre targhe della Repubblica Ceca al posto di quelle polacche. Il meccanismo resta simile: cambia soltanto il Paese nel quale il veicolo viene formalmente registrato.
I rischi per chi sceglie la targa estera
Il risparmio può nascondere conseguenze pesanti. Dopo la cessione, l’automobilista non è più il proprietario del mezzo. Se la società estera chiude o chiede la restituzione, può diventare difficile recuperare l’auto.
Esiste inoltre il rischio di assicurazioni non valide. In caso di incidente, chi guida potrebbe essere chiamato a pagare personalmente i danni. Anche eventuali risarcimenti possono spettare alla società estera che risulta proprietaria del veicolo.




