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Studentessa di San Valentino Torio: “La mia borsa di studio diventata un incubo”

Studentessa bloccata a Malta:“Ho vinto una borsa studio, ma si è trasformato tutto in un incubo”.

A parlare è Antonietta Frigenti, residente a San Valentino Torio, studentessa di 17 anni che dal 5 luglio scorso, quale vincitrice di un viaggio studio, è a Malta.

Partita quando l’arcipelago nel cuore del Mediterraneo era covid free, Antonietta si era sottoposta ad ogni tipo di controllo e protocollo, compreso un tampone risultato negativo nelle ore precedenti al volo, per affrontare le due settimane di studio della lingua inglese.

Un viaggio che in appena una settimana ha assunto i contorni di un buco nero, tra l’impennata di contagi, il tentativo di rientrare prima, centinaia di studenti bloccati, quarantene scattate per tutti con un contenimento del contagio affidato agli hotel trasformatisi, in parte, in covid center. Dal racconto di Antonietta ed i genitori, si delinea una situazione complessa, la cui gestione pare affidata al caso, mentre tanti giovanissimi pare attendano ancora gli siano forniti i medicinali e sono anche in quattro in una camera, pur non avendo avuto alcun riscontro dal tampone molecolare, col rischio evidente di contagio.

“La borsa di studio mi ha permesso di passare due settimane a Malta – racconta Antonietta dalla sua camera – ho frequentato lezioni di inglese. La prima settimana vissuta senza problemi, fino a quando abbiamo sentito le notizie di italiani bloccati a causa dell’aumento dei contagi. Il mio gruppo ha chiesto il rientro anticipato, ci è stato negato. Il giorno del rientro, il 18, abbiamo fatto un tampone rapido, io ed otto persone siamo risultate positive, ma avremmo dovuto avere conferma dal molecolare, cosa che stiamo ancora attendendo da giorni. Ci siamo disperati, abbiamo chiamato le nostre famiglie in preda al panico. Dobbiamo fare 14 giorni di quarantena. Siamo stati riportati in hotel in alcune camere covid. Io sono con altre ragazze, ma nessuno si occupa di noi, non ci mettono neppure nella condizione di pulire la camera da sole fornendoci del materiale. Abbiamo trovato i piatti sporchi delle persone che ci sono state prima di noi, probabilmente positive, il bagno rotto. Non sappiamo se siamo positive, non abbiamo il molecolare, intanto viviamo insieme. Stiamo bene fisicamente, per fortuna.La condizione più complessa è quella psicologica, abbiamo dei cali emotivi, chiamiamo spesso i nostri genitori in Italia piangendo. Vogliamo tornare a casa. Chiedo alle autorità di fornirci un supporto psicologico, stiamo soffrendo tanto. Vorremmo fare la quarantena a casa. Non abbiamo informazioni, siamo stati abbandonati”.

I genitori di Antonietta in Italia

Quella dei genitori in Italia è una attesa carica di preoccupazione, ansia, ma anche con la forza di dare sostegno ai figli che sentono tramite cellulare. Così Anna Rocco Sirica, la mamma di Antonietta. “La prima reazione è stata paura e smarrimento, poi ci siamo attivati subito. Abbiamo contattato l’ambasciata, le autorità, il governo maltese, ma da giorni non riusciamo ad avere risposte, né informazioni precise su cosa stia accadendo e come si stia procedendo. Ci hanno fornito dei contatti telefonici, ma è un call center. Non sappiamo con chi interfacciarci, nonostante le numerose telefonate. E’ un continuo rimpallo di responsabilità e competenze che ci lascia in una profonda incertezza. Mia figlia è la prima volta che viaggia, non era nemmeno convinta, ma lo ha fatto perché è un impegno legato alla sua istruzione e la sua formazione. Ha partecipato ad un bando ed è vincitrice di borsa di studio già da due anni. Ci siamo convinti per questo viaggio studio perché Malta era covid free, ed abbiamo ricevuto tante rassicurazioni. Ora stiamo vivendo un incubo, lei si sente sola, abbandonata. Non vengono forniti medicinali, è garantito il pranzo, per la cena devono provvedere da sole. Non sappiamo quando ritorneranno a casa. Chiediamo alle autorità italiane di intervenire”.

Il video che ha inviato Antonietta 

 

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