I volontari di Primaurora raggiungono ogni cinque giorni le giovani piante nelle aree colpite dagli incendi. Con loro anche Francesca, 16 anni: «Anche noi possiamo essere la speranza».
La sveglia suona quando è ancora notte. Alle 5 i volontari dell’associazione Primaurora di Torre del Greco si ritrovano, caricano l’acqua e salgono verso le aree del Vesuvio dove crescono i giovani alberi messi a dimora dopo gli incendi.
Con il caldo e la siccità, l’acqua diventa indispensabile per aiutare le piante più giovani a superare l’estate. I volontari tornano sul posto ogni cinque giorni, prima dell’alba e prima di iniziare le normali giornate di lavoro o di studio.
L’acqua piovana raccolta nei contenitori viene caricata e trasportata lungo i sentieri, poi distribuita agli alberelli.
Sul Vesuvio anche Francesca, volontaria a 16 anni
Come riporta il quotidiano “Il Mattino”, oggi in edicola, tra i volontari c’era anche Francesca, 16 anni. Studentessa, ha scelto di svegliarsi alle 4 per partecipare al lavoro sul Vesuvio.
«Le persone che ho conosciuto in Primaurora mi danno speranza», racconta. Una speranza che, per Francesca, passa dalla scelta di agire direttamente e di dedicare alcune ore della propria giornata alla cura degli alberi.
Il lavoro interessa aree segnate dagli incendi che negli ultimi anni hanno colpito il Parco Nazionale del Vesuvio. Dopo il vasto rogo del 2017 sono stati avviati interventi di recupero e rinaturalizzazione con specie arboree e arbustive autoctone.
Anche l’incendio dell’estate 2025 ha nuovamente colpito il patrimonio boschivo del Vesuvio. In attesa che quelle aree tornino a crescere, c’è chi continua a salire in montagna con taniche e innaffiatoi.




