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Montagna incenerita, animali morti. L’ipotesi è che dietro vi siano organizzazioni criminali per il dominio del territorio

Cenere su terrazzi e balconi nella Frazione di Episcopio,  una enorme macchia nera proprio al centro del Monte Saro, esattamente in una fenditura tracciata dalla frana del 5 maggio 1998. Odore acre di fumo ed una leggera foschia. Piccoli focolai su diversi fronti lungo la montagna. È  lo scenario inquietante di questa mattina dopo l’incendio di vaste proporzioni che ieri sera e per tutta la notte, alimentato dal forte vento, ha avvolto la zona di montagna che sovrasta l’abitato, appena dietro il Duomo di Episcopio, verso la vasca di contenimento delle acque reflue. Della lingue di fuoco che hanno devastato tutto. Un altro rogo nelle stesse ore anche nelle aree di via Bracigliano. Hanno lavorato ininterrottamente i vigili del fuoco che solo in mattinata sono riusciti a domare l’incendio. Un bilancio di distruzione, con centinaia di animali morti ed ettari inceneriti. Il giorno dopo è  la conta dei danni che sono immani. Uno sfregio alla natura, probabilmente, senza precedenti a Sarno. L’ipotesi è  che dietro l’incendio ci sia la mano di qualcuno, di affiliati a vere e proprie organizzazioni criminali e di guerre per il dominio di porzioni di territorio.

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