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Dall’Ucraina a Sarno, Nikol, 3 anni, si ammala durante il viaggio

Oltre 10 giorni di viaggio, dall’Ucraina all’Italia

Nikol ha appena tre anni, ma la vita l’ha messa già a dura prova. Oltre 10 giorni di viaggio, dall’Ucraina all’Italia. Ogni giorno, 12 ore tra le braccia della mamma Oksana, che ha camminato senza sosta verso la salvezza. Anche nel freddo gelido della notte per uscire dalle zone bombardate. E durante il terribile viaggio la piccola si è ammalata. Prima la febbre, poi una tosse insistente.

In Germania le prime cure, per tamponare l’infezione, è arrivata a Sarno, con la bronchite. Il gelo di questi giorni l’ha stremata, ma è una bimba forte ed i suoi occhi raccontano l’innocenza e l’ingenuità nonostante le terribili notti trascorse. Nikol, con la mamma ed il fratello, sono a Sarno, accolti nel palazzo vescovile di Episcopio insieme ad altre 30 persone: tanti bimbi con le mamme.

La piccola ora sta meglio, gioca spensierata nel giardino ed il suo giubbotto rosa si confonde tra le sfumature del box colorato e pieno di bambole. Tra i saloni si incrociano tante storie di giorni difficili, viaggi lunghissimi tra strade diroccate, campagne, boschi per arrivare al confine. Lo racconta Oksana mentre guarda Nikol correre nel giardino e ricorda le colonne di donne e bambini, file infinite per varcare la soglia di territori di pace. «Mio marito è rimasto in Ucraina.

Noi abbiamo camminato per tanti giorni a piedi. Abbiamo visto colonne di persone che cercavano di uscire dall’Ucraina, lì siamo stati anche noi insieme ad altre mamme ed altri bimbi. Nikol si è ammalata a causa del freddo, nonostante la grande attenzione. Arrivati in Germania abbiamo avuto le prime cure, ma non potevamo restare, non possono più accogliere persone.

Siamo arrivati in Italia e grazie ai sacerdoti Nikol è stata visitata da un pediatra. Ha la bronchite, ma ora per fortuna sta meglio. Non ci aspettavamo questa accoglienza fatta di grande amore e generosità. Abbiamo paura del futuro, ma dobbiamo farci forza. Nel nostro paese si sta difendendo la libertà, e ce la faremo a vincere».

La rete di solidarietà

Una rete importante quella messa in piedi per dare una risposta immediata all’emergenza umanitaria tra parrocchie, associazioni, Anspi e Caritas Diocesana. E sta generando una catena infinita di generosità e solidarietà tra tutte le comunità. È un abbraccio quello che accoglie donne e bambini in fuga dalla guerra. Via dai bombardamenti, dalle notti insonni, dalle sirene e da quelle corse disperate verso i bunker per proteggersi.

La Curia ha messo a disposizione delle strutture, così il palazzo accanto alla concattedrale di San Michele Arcangelo. «Una guerra che sta toccando il cuore di tutti – spiega don Vincenzo Di Nardi, direttore della Caritas Diocesana – Una grande sensibilità e tante le azioni avviate dal nostro vescovo, dalle tante parrocchie. La disponibilità e le possibilità di accoglienza stanno aumentando di giorno in giorno. La risposta di generosità, solidarietà ed amore delle comunità è grande»

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