Carmine e Katia, condizioni stazionarie: «Intubati ma non perdiamo la speranza»
Una fuga di gas che avrebbe innescato la deflagrazione determinando, poi, il crollo di un’ala del palazzo. Potrebbe essere questa la causa del dramma che si è consumato lunedì mattina a Cassino. Restano critiche le condizioni di Carmine Sirica, 54 anni, e Caterina Adinolfi, detta Katia, 40 anni, lui infermiere e lei operatrice sociosanitaria, rispettivamente di San Valentino Torio e Nocera Superiore, estratti vivi dalle macerie di via Guado Santa Maria. Ustioni gravissime, i due lottano tra la vita e la morte.
Intanto, si indaga per risalire alle cause del grave crollo ed anche eventuali responsabilità; sulla vicenda è al lavoro la Procura della Repubblica di Cassino. Il procuratore capo Carlo Fucci ha aperto un fascicolo contro ignoti.
Tra le ipotesi più accreditate c’è che ci sia stata una fuga di gas qualche minuto prima della deflagrazione violentissima al secondo piano che ha determinato anche il crollo di una parte della palazzina. Un cumulo di cemento e fuoco che ha intrappolato Carmine e Katia.
LE VERIFICHE
I tecnici dei vigili del fuoco e i consulenti della Procura hanno già effettuato i rilievi all’interno dell’appartamento sventrato. Solo le ulteriori perizie anche nella giornata di oggi potranno dire cosa sia accaduto in quei minuti terribili.
Carmine, originario di San Valentino Torio, Katia, di Nocera Superiore, hanno lavorato diversi anni in presidi ospedalieri dell’Agro e ieri anche i colleghi hanno raggiunto il Centro Grandi Ustionati dell’ospedale Sant’Eugenio di Roma.
«Non potevamo non essere accanto a due amici, prima che colleghi – ha detto un infermiere – una tragedia terribile che ha colpito due persone e due famiglie perbene. Le condizioni sono molto gravi, ma non perdiamo la speranza, sono sottoposti a tutte le cure del caso. Le ustioni hanno reso necessario procedere ad intubare entrambi, anche per consentire tutte le manovre. Sono monitorati in rianimazione».




