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Pranzo di classe dopo 50 anni. La storia degli amici di scuola sarnesi

Pranzo di classe dopo 50 anni

Quanto contano ancora i valori dell’amicizia in un mondo che sembra sempre più volto alla vacuità dei rapporti e all’effimera leggerezza delle relazioni via social?

A quanto pare, per qualcuno, i valori dell’amicizia e del bene incondizionato esistono ancora e dopo 50 anni sono di nuovo qui a celebrarli. Questa è la storia di un gruppo di amici sarnesi che, dai banchi del liceo fino ad oggi non si sono mai mollati rinnovando, ogni anno, come fosse un anniversario da celebrare, la loro amicizia. Lo fanno con un appuntamento fisso, un pranzo in una location sempre diversa, che va ad accogliere ogni volta questo gruppo di ragazzoni che si vogliono un gran bene. È la classe del’74 del liceo scientifico di Sarno, oramai sparpagliata in diverse parti di Italia che al richiamo di un “pranzo di classe” risponde presente all’appello e lo fa da 50 anni oramai. Infatti, per gli amici e le amiche di classe, questo è un anniversario molto importante: festeggiano mezzo secolo del loro primo giorno di scuola e della loro amicizia. Una storia questa che vale la pena di raccontare soprattutto a fronte di un mondo che sembra non prediligere più questi valori puri come il rispetto, la stima, l’affetto e l’amicizia.

“La nostra amicizia è nata tra i banchi di scuola del Liceo Scientifico di Sarno negli anni settanta e anche se i percorsi della vita hanno portato a dividere le nostre strade ed alcuni a vivere in luoghi diversi da quelli di origine la nostra amicizia non si è mai interrotta. Gli incontri conviviali che teniamo periodicamente producono sempre un’atmosfera magica di esaltazione goliardica con relativa elusione dei freni inibitori, spesso correlati al ricordo di aneddoti di vita scolastica. Questi, secondo il mio parere, gli ingredienti che hanno tenuto in vita il nostro rapporto e la nostra amicizia, anzi l’hanno rinsaldata sempre più”.

Questo il commento di Umberto Mancuso, uno degli alunni della classe dl ’74 che con gioia racconta i loro “goliardici incontri”

“La nostra storia, dopo il diploma ha cominciato a riconsolidarsi quando tre amici, Umberto, Gennaro ed Aldo, hanno avuto l’idea di ricontattare il gruppo e organizzare il nostro primo incontro. Grazie ad Andrea, altro compagno di classe, questo è stato possibile e da allora al Bagatto non ci siamo più persi di vista” Continua Elio Trapani: “Da quel giorno abbiamo cominciato ad incontrarci sistematicamente e il segreto della nostra longevità lo dobbiamo al nostro grande affetto che abbiamo l’uno verso l’altro. Ognuno di noi è stato, secondo me, importante, perché siamo riusciti a stare vicini nei momenti belli ma anche in quelli meno belli”.

Conclude Gennaro Giordano: “Il nostro segreto, forse, è quello di essere rimasti sostanzialmente quei bravi ragazzi del ’74, forse con qualche capello bianco in più. L’affetto immutato, il rispetto ed il bene che contraddistingue la nostra amicizia ne sono la testimonianza e grazie al contatto costante in tutti questi anni abbiamo mantenuto viva la fiammella che 50 anni fa si accese tra i banchi di scuola”.

Una storia che ha dell0incredibile ma che fa ancora ben sperare che cose del genere passano accadere, aldilà dei tanti “non ho avuto tempo”, di una vita frenetica e di uno smartphone che invece di favorire l’interconnessione, spesso allontana ed aliena sempre di più.

Di Maria Manzo

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