I ragazzi del Cimarosa conquistano Pompei. Con Muti, il sogno diventa musica e si espande.
Tra gli studenti del Conservatorio c’è il sarnese Matteo Ferrentino, al clarinetto. Una storia di passione ed amore, dove la musica ha fatto non solo da colonna sonora ma da colonna portante.
Il 18 luglio Ferrentino insieme ai compagni del Conservatorio di Avellino sul palco dell’Anfiteatro. “Non è solo un concerto, è il futuro”.
Tra le pietre millenarie dell’Anfiteatro di Pompei risuoneranno le note di ragazzi che vengono da Avellino.
Il Conservatorio Domenico Cimarosa è stato scelto per portare i suoi giovani talenti sul palcoscenico più atteso dell’estate: il 18 luglio, sotto la direzione del maestro di Riccardo Muti, salirà insieme all’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini.
La conferma è arrivata dalla Fondazione Cherubini ed è netta e con grande orgoglio: tutti i 17 gli studenti selezionati dal Cimarosa sono entrati nell’organico. Nessuno escluso.
Tutto è nato da un invito. La Fondazione Cherubini ha chiesto ai conservatori della Campania di indicare i nomi migliori. Il Cimarosa ha aperto le aule e ha fatto parlare gli strumenti.
Audizioni interne, ore di studio, il fiato corto dell’emozione. Alla fine una lista: 17 nomi. Li hanno mandati. E la risposta è stata una sola: “Li vogliamo tutti”
Per questi ragazzi non è “solo” un concerto. È il primo vero contatto con il rigore, la disciplina, l’esigenza assoluta che si respira quando si lavora con un maestro come Riccardo Muti. È misurarsi con standard che non ammettono compromessi.
Anni di studio per una sera che dura tutta la vita.
Dietro ogni nome ci sono anni. Le scale ripetute, l’esercizio quotidiano, le mani che fanno male, le delusioni e le piccole vittorie.
Ci sono Adriano Salvatore Acerra, Davide Battista e Pietro Di Maria alla tromba. Christian Alfano e Alfonso Pio De Stefano al contrabbasso. Martina D’Onofrio, Francesco Guglielmo, Antonio Iannone, Alessandro Ruggiero e Francesco Romano alle percussioni.
Poi i fiati: Igina Gala, Anna Montella e Simone Solimine al flauto; Matteo Ferrentino al clarinetto; Lucrezia Rosy Picciocchi all’oboe; Mattia Pascal Racioppi al corno; Daniel Giuseppe Zucchetto al fagotto.
Vengono da percorsi diversi, da famiglie diverse. Li unisce la stessa ostinazione: trasformare lo studio in musica vera, davanti a una platea che non perdona.
E la platea sarà quella dell’Anfiteatro degli Scavi di Pompei. Un luogo dove duemila anni fa si applaudiva e oggi si torna ad applaudire. Dove la storia incontra chi la storia la sta ancora scrivendo.
“Esprimiamo gratitudine alla Fondazione dell’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini e al maestro Muti per l’attenzione riservata ai giovani musicisti – dice Maria Gabriella Della Sala- direttrice del Conservatorio Cimarosa. Esperienze di questo livello rappresentano un investimento sul futuro della musica. È così che si formano nuove generazioni di professionisti capaci di mantenere alto il prestigio artistico italiano”
Per l’istituzione avellinese è anche una conferma. Che il lavoro nelle aule serve. Che un conservatorio non è solo un edificio con i banchi e i leggii, ma un luogo dove il talento viene preso per mano e accompagnato fino a quando è pronto a volare da solo.
Questa sera, tra le mura di Pompei, 17 ragazzi di Avellino alzeranno l’archetto, prenderanno fiato, batteranno le bacchette. Avranno paura e orgoglio insieme. E per qualche ora il nome del Cimarosa non sarà più solo su una targa in città. Sarà nel suono che viaggerà tra le gradinate di pietra, fino al cielo. Perché a volte il talento ha bisogno solo di una possibilità. E questa volta, la possibilità ha il volto di Muti e il palcoscenico di Pompei.




