Questione ospedali dell’agro e carenza di personale, il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca risponde e chiama in causa il Ministero della Salute.
Ospedali al collasso, carenza di personale, De Luca bacchetta il ministero della Salute, perché sblocchi le somme destinate agli ospedalieri, e traccia le linee della rete di emergenza in tutto l’Agro che difficilmente risolverà il problema della mancanza di camici bianchi.
«I concorsi per i medici di pronto soccorso vanno deserti». Ed è così che nell’emergenza si soffre, ma è necessario mettere in campo ogni azione perché in questo momento negli ospedali rischiano i pazienti. La carenza di personale al pronto soccorso di Sarno ha portato i medici dei reparti a dare supporto, lasciando di fatto sguarnite le divisioni.
Una soluzione tampone, temporanea, che è diventata permanente. Ieri con il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, il punto della situazione. Si fa fatica anche all’Umberto I di Nocera Inferiore. I concorsi risolveranno il problema della carenza di personale? È un grande interrogativo.
Negli ospedali dicono di «no».
«Prima di fare i concorsi – ha sottolineato il governatore – abbiamo bisogno che il ministero della Salute si svegli perché le somme destinate al personale sono ferme al 2004, credo. Deve sbloccare questo tetto che ha stabilito e che vale ormai da 15 anni e che vale per il personale sanitario. E poi deve prendere misure nazionali in particolare per i medici dell’emergenza. Noi facciamo i concorsi, ne abbiamo fatto oltre dieci in Campania ed i medici per il pronto soccorso non partecipano. Questo richiedere una misura di carattere nazionale con una differenziazione anche di reddito tra chi è impegnato in una attività stressante in pronto soccorso e chi fa attività ospedaliera ma meno pesante e soprattutto potendo fare anche attività in Alpi.
Ci aspettiamo che il ministro decida rapidamente. E per quello che riguarda la Campania ci aspettiamo che decida velocemente anche sul riparto del Fondo Sanitario Nazionale, perché veniamo rapinati ogni anno di 220 milioni di euro, e tutti fanno finta di non saperlo».




