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Rassegna stampa 26 agosto 2026: le notizie più importanti di oggi

Prime pagine di Il Fatto Quotidiano, La Stampa, la Repubblica e Corriere della Sera del 26 agosto 2026

Il caro-carburanti domina le aperture di oggi, con il diesel che in autostrada tocca quota 3 euro al litro. Sul piano internazionale si muove la diplomazia tra Mosca, Washington e il Vaticano, mentre restano aperti i fronti Iran, Rai-Ranucci ed EssilorLuxottica. Il mondo della musica piange Dolly Parton.

La Stampa apre sul nuovo allarme carburanti e sul diesel che arriva a livelli record. Repubblica sceglie una linea simile, puntando sulla fine degli sconti e sulle tensioni economiche legate agli extraprofitti. Il Corriere della Sera mette in evidenza la missione del capo della Cia a Mosca e il confronto con il Cremlino, mentre il Fatto Quotidiano insiste sul tentativo di mediazione attorno alla guerra e sul nuovo scontro dentro la Rai per il caso Ranucci.

Diesel sopra i 3 euro, il Governo studia una nuova proroga e altre misure

Il tema più ricorrente di oggi è quello dei carburanti. In alcune aree di servizio autostradali il diesel ha toccato la soglia dei 3 euro al litro, diventando il simbolo di un’estate segnata da rincari continui e da un controesodo ancora pesante per famiglie e autotrasportatori.

Il Governo ha prorogato fino a oggi, 26 agosto, lo sconto temporaneo sul gasolio attraverso il meccanismo delle accise mobili. La riduzione vale circa 17 centesimi al litro, ma il nodo resta quello del dopo: senza nuove coperture, dal 27 agosto il beneficio è destinato a ridursi o a esaurirsi. Il Consiglio dei ministri è chiamato a valutare una mini-proroga oppure misure diverse, mentre Palazzo Chigi continua a monitorare l’impatto dei rialzi sui consumi e sull’inflazione.

Accanto al taglio delle accise resta aperto il confronto sugli extraprofitti del comparto energetico. Da una parte c’è la richiesta di un intervento più incisivo, dall’altra la linea prudente del Governo, che continua a sostenere la necessità di una cornice europea per rendere più solida e meno contestabile un’eventuale tassazione straordinaria.

Mosca, missione americana e diplomazia vaticana: la guerra resta senza svolta

Il secondo grande fronte della giornata è la guerra in Ucraina, osservata oggi soprattutto attraverso i movimenti diplomatici che si stanno concentrando a Mosca. Il direttore della Cia John Ratcliffe è arrivato nella capitale russa per una visita a sorpresa, mentre prosegue anche la missione di monsignor Paul Richard Gallagher, segretario vaticano per i Rapporti con gli Stati.

Il Cremlino continua a respingere il piano di pace ucraino, ma l’intensificarsi dei contatti segnala che il canale diplomatico non è del tutto chiuso. La presenza di Gallagher, che ha incontrato Sergej Lavrov e prosegue i colloqui con altri interlocutori istituzionali e religiosi, conferma il tentativo della Santa Sede di tenere aperto uno spazio di dialogo, pur in un quadro ancora bloccato.

Sul versante italiano resta vivo anche il dibattito sul sostegno a Kiev. Le prime pagine di oggi insistono sul tema dei fondi europei per la difesa e sul ruolo che Roma potrebbe giocare nelle prossime settimane. Al momento, però, la notizia centrale è che la diplomazia si muove più della politica, ma non ha ancora prodotto una vera svolta.

Iran, Washington alza la pressione economica con nuove sanzioni

Parallelamente al dossier ucraino, gli Stati Uniti hanno alzato il livello dello scontro con l’Iran. Il Dipartimento del Tesoro americano ha annunciato una nuova campagna di pressione economica, avvertendo governi, imprese e intermediari finanziari che i rapporti con Teheran possono esporli a sanzioni secondarie.

Washington chiede un’interruzione rapida delle attività riconducibili alla rete economica iraniana e ha ampliato il perimetro dei soggetti sotto osservazione. Il messaggio è chiaro: chi continua a fare affari con l’Iran rischia di essere colpito direttamente dagli Stati Uniti.

Questa stretta si riflette anche sul quadro energetico. Il collegamento tra tensioni geopolitiche, rotte del petrolio e prezzi alla pompa resta uno dei temi di fondo della giornata. Per questo il dossier Iran non è soltanto un capitolo di politica estera, ma anche un fattore che pesa sui carburanti, sulle aspettative dei mercati e sulle decisioni del Governo italiano.

Ranucci e Report, altra giornata decisiva in Rai

Tra le notizie italiane più forti c’è il caso Sigfrido Ranucci. Il Fatto Quotidiano e Repubblica lo mettono in grande evidenza: in Rai prosegue il confronto sul futuro del giornalista e della trasmissione Report, in un clima sempre più teso.

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Secondo quanto viene ricostruito oggi, ai vertici di Viale Mazzini si starebbe discutendo un nuovo assetto che potrebbe portare a un incarico diverso per Ranucci, mentre il programma resterebbe al centro di una riorganizzazione più ampia. Al momento, però, non risulta una decisione ufficiale definitiva.

La vicenda resta politicamente sensibile e continua a intrecciarsi con le polemiche delle ultime settimane. Il caso Ranucci, infatti, non riguarda soltanto la guida di Report, ma anche il rapporto tra autonomia giornalistica, gestione aziendale e pressioni esterne sulla tv pubblica.

EssilorLuxottica, Del Vecchio lascia i ruoli operativi: il mercato guarda a Milleri

Le pagine economiche sono segnate anche dalla vicenda EssilorLuxottica. Leonardo Maria Del Vecchio, figlio del fondatore, ha lasciato i suoi incarichi manageriali nel gruppo, compresi quelli legati al brand Ray-Ban e alla strategia aziendale.

L’uscita arriva dopo tensioni riportate attorno ai rapporti con l’amministratore delegato Francesco Milleri e ha riacceso l’attenzione sulle dinamiche interne alla galassia Delfin. La società ha ringraziato Del Vecchio per il contributo dato al gruppo, mentre i mercati osservano con attenzione le ricadute sull’equilibrio di governance.

Non si tratta di una rottura che cambia nell’immediato il controllo del gruppo, ma è una notizia di peso perché riguarda una delle aziende italiane più forti a livello internazionale e uno dei dossier industriali più delicati degli ultimi anni.

Addio a Dolly Parton, muore a 80 anni un’icona della musica americana

Tra le notizie che escono dal perimetro della politica e dell’economia c’è la morte di Dolly Parton, scomparsa a 80 anni. La cantante e attrice americana era una delle figure più riconoscibili della musica country e una personalità capace di attraversare generazioni diverse.

Autrice di brani diventati classici della musica internazionale, Dolly Parton ha costruito una carriera lunghissima tra dischi, cinema, televisione e attività filantropiche. La sua scomparsa occupa spazio anche nelle prime pagine italiane, segno dell’impatto globale di una figura che ha superato da tempo i confini del genere musicale.

 

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