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Preghiere per Marcello. Don Marco Siano: “Accanto alle famiglie. La vita è un dono, nessuno lo dimentichi”

Adorazione e preghiere per Marcello.

La veglia in chiesa proposta dalle famiglie dei due giovani ritenuti responsabili dell’investimento. Sarno si stringe alla mamma di Marcello Mascia il 33enne investito e lasciato a terra agonizzante che è in coma all’ospedale Umberto I di Nocera Inferiore da 15 giorni.

Si sono levate preghiere per il giovane in un momento di silenzio voluto ieri sera dalle famiglie del 18enne e del 20enne, accusati di lesioni personali e omissione di soccorso, nella chiesa di Sant’Alfonso retta da Don Marco Siano che ha invitato tutti alla riflessione.

“L’adorazione eucaristica momento di preghiera settimanale già in programma l’abbiamo dedicata a Marcello Mascia la cui vita è stata messa gravemente in pericolo dall’incidente che ha visto coinvolti due giovani. Questo momento di preghiera è stato voluto dalle famiglie dei due giovani che tramite il loro Avvocato Domenico Crescenzo ne hanno fatto richiesta a me. Il motivo della loro richiesta è duplice: in primis si sentono partecipi della sofferenza di Marcello e della sua mamma; in secundis stanno anche loro vivendo come genitori un momento di grave difficoltà. Ho accolto questa richiesta anche perché il gesto dei due giovani accende un campanello d’allarme per tutta la comunità civile ed ecclesiale.

L’assenza stabile di Dio dalla vita delle persone, soprattutto dei più giovani, la riempie sempre di più di cose inutili che lasciano però un senso di vuoto pericoloso. In questo vuoto a volte prendono il sopravvento la paura e la mancanza di autodominio insieme a lucidità e coraggio, tutti fattori che poi in alcune circostanze possono far male in modo grave. È chiaro che l’etica laica a cui si vogliono affidare le nuove generazioni è sterile se non si fonda su una coscienza personale e collettiva illuminata dalla Rivelazione cristiana che vede nella Croce il suo culmine e il suo senso. Ritroviamoci a pregare in primis per Marcello, per tutte le famiglie coinvolte, e anche per questi due giovani affinché possano imparare da questo evento che ogni attimo della Vita è un dono di Dio da dover custodire e da cui far nascere germi di carità e umanità.

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