23 novembre 1980 ore 19.34, il terrore, la morte e la distruzione
23 novembre 1980 – Sono da poco passate le 19:30 quando una scossa di magnitudo 6.9 sconvolge l’area dell’Appennino Meridionale: in novanta interminabili secondi vengono rasi al suolo interi paesi, su un’area di circa 17.000 kmq compresa tra le province di Avellino, Potenza e Salerno.
Alle 19:34 di quella domenica, sotto le macerie provocate dalla scossa di magnitudo 6.9 Richter persero la vita 2.735 persone, soprattutto nei dell’Alta Irpinia.
L’Irpinia ricorda, 43 anni dopo. il terremoto del 23 novembre1980
Nel capoluogo irpino il vescovo Monsignor Arturo Aiello, presiederà alle 10 la messa in Cattedrale. In Piazza del Popolo, il sindaco Gianluca Festa deporrà una corona per le oltre duecento persone morte nel centro storico di Avellino.
A Lioni, uno dei paesi del “cratere”, tra i più colpiti insieme a Conza della Campania e a Sant’Angelo dei Lombardi, il sindaco Yuri Gioino consegnerà al colonnello comandante del 21/o Reggimento Guastatori di Caserta, Andrea Cubeddu, la cittadinanza onoraria per gli aiuti e la solidarietà ricevuti nei giorni e mesi successivi al sisma.




