Sarno Film Festival

SFF – Giuria Corti d’Animazione. Francesco Filippi: “Originalità e tecnica”

Francesco Filippi : Presidente della Giuria Corti d’Animazione, del Sarno Film Festival 2020 

Regista, sceneggiatore e animatore in stop-motion. I suoi corti principali, premiati in tutto il mondo, sono Mani rosse, Memorial, Gamba Trista e Home. È autore dei saggi Fatti un film: manuale per giovani video-maker (Giunti) e Fare animazione (Dino Audino). Tiene laboratori di cinema con ragazzi in tutta Italia. Il suo sito è www.studiomistral.com

 

INTERVISTA 

Su quali progetti in questo momento sta lavorando?

Ho diversi progetti in contemporanea: sto sviluppando un lungometraggio di animazione (di cui ho scritto la sceneggiatura) in stop-motion e animazione 2D. Poi collaboro a un altro lungometraggio, un documentario di animazione in fase di produzione.

C’è poi un cortometraggio animato su commissione ormai in fase di chiusura. Per il resto ci sono le mie docenze di animazione e pedagogia del cinema. Infine non mancano alcuni lavori di scrittura pura, che si fanno per piacere personale, ma che spero possano concretizzarsi in qualcosa di piacevolmente leggibile!


L’approccio dell’arte, in particolare settore cinema, all’art. 21. Secondo il suo punto di vista.

Per me l’arte è avere qualcosa da dire a qualcuno, dunque un mettersi al servizio del proprio pubblico e anche della storia che si vuole raccontare. Quando gli autori si fanno demiurghi diventano autoreferenziali (“io so’ io e voi non siete un cXXXX”). Per mettersi al servizio della verità della storia che si vuole raccontare ci sono tre principi (o muse ispiratrici) che mi aiutano a trovare le idee e a compiere ogni tipo di scelta, contenutistica ed estetica: l’analogia, il contrasto e la concretezza. Quest’ultima è essenziale per il cinema, altrimenti si fa filosofia o letteratura.


Quale è il parametro che ha guidato la sua scelta, la sua valutazione rispetto ai corti in gara al SFF?

In genere tendo a valutare l’adeguatezza della forma rispetto al contenuto, se insomma si è all’altezza della storia da raccontare. Poi conta avere qualcosa di interessante da dire e ovviamente la bravura, la competenza tecnica. L’originalità per me è un valore solo se adeguata alla storia che si racconta, non lo è fine a se stessa.

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