L’inaugurazione con De Luca che lancia l’allarme sui giovani «C’è un’esplosione di disturbi psicologici difficili per le famiglie»
Rossella Liguori
«Qui ha vinto lo Stato»: l’area del boss Galasso diventa dipartimento sanitario. È l’ex deposito di materiale edile di Antonio Galasso, detto Ninuccio, cugino di Pasquale, ucciso nel 2005. Un fuoristrada affiancò la sua auto in via Sarno Palma e fu crivellato di colpi a pochi metri dal terreno che oggi è il simbolo della presenza dello Stato contro la camorra. Il sequestro dei beni, poi la confisca ed infine la riconsegna alle comunità: un processo carico di valore che porta in sé un riscatto economico, sociale, morale e culturale. Significa giustizia per le tante vittime della camorra e l’edificazione di baluardi di legalità. Nasce così il Dipartimento di salute mentale, un luogo di accoglienza, cura, terapia e ricerca. Un luogo dedicato alle persone più fragili e alle loro famiglie, con percorsi di supporto e di riabilitazione, servizi differenziati ed approcci multidisciplinari ed una particolare attenzione ai giovani.
«Sarà un centro fiore all’occhiello dell’Asl di Salerno. Un bene sociale, morale e sanitario».
Le parole scandite dal presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca al taglio del nastro. «Questo è uno dei pochi esempi positivi dell’utilizzo dei beni sequestrati alla camorra. È un messaggio importante che parte da Sarno, perché la Campania viene da un’immagine pubblica, nazionale ed internazionale, che per decenni è stata associata solo a camorra e rifiuti. Con progetti come questo noi recuperiamo la dignità della nostra terra e possiamo camminare a testa alta. Un mancato utilizzo, come a volte accade, toglie credibilità allo Stato e qui c’è stata un’attenzione particolare creando un servizio per la comunità. È un messaggio di legalità che diamo alle nuove generazioni. Chi entra tra le fila della camorra ha un destino segnato in due direzioni: il carcere o la morte. Dobbiamo dirlo a chi si illude che, avendo un rapporto di collaborazione con la malavita, possa garantirsi uno stipendio. Cresca la consapevolezza che la legalità è l’unica strada possibile. Dal punto di vista strutturale, un centro di salute mentale come questo ben attrezzato è di grande valore. Noi stiamo registrando in questi anni un’esplosione di problemi psicologici e psichiatrici, abbiamo fenomeni di massa di depressione e di ansia, disturbi alimentari, situazioni difficili per le famiglie».
Il sindaco, Francesco Squillante, ha parlato dell’iter.
«Un progetto fortemente simbolico di legalità e rinascita. Un bene confiscato alla camorra che restituiamo alla comunità con fini sociali, perché sia un centro dedicato alle persone fragili. Uno degli obiettivi fondamentali di questa struttura è offrire ascolto, assistenza e un aiuto concreto a chi ne ha bisogno. Questo centro nasce proprio con questa finalità: non solo come punto di riferimento per la cura e la riabilitazione dei pazienti, ma anche come spazio dedicato alla ricerca e allo sviluppo di nuove strategie terapeutiche». All’inaugurazione anche il Procuratore della Repubblica di Nocera Inferiore, Antonio Centore. «La confisca di questo bene è di un’altra Procura ma è una grande soddisfazione vedere la riconsegna al territorio ed alla comunità. Un segnale forte della presenza dello Stato, della lotta alle mafie, nonché simbolo del ripristino della legalità e del senso di giustizia. Si è fatto e si sta facendo un lavoro importante in tante zone. Credo sia importante, davanti ad ogni progetto come questo, ricordare da dove viene la confisca, le attività illecite che sono state compiute, perché solo così si capisce fino in fondo la forza dello Stato e della legalità contro la camorra. Che sia sempre da monito per le nuove generazioni».




