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Migranti e decreto sicurezza, Potere al Popolo: “Sarno deve accogliere e mettere case a disposizione”

“Chiediamo al sindaco Giuseppe Canfora ed all’amministrazione un atto di disobbedienza”. Così gli esponenti di Potere al Popolo di Sarno in una nota chiedono una presa di posizione in città verso il Decreto Sicurezza,  Accogliere, mettere a disposizione il patrimonio immobiliare per fronteggiare l’emergenza sociale del decreto.

LA NOTA DI POTERE AL POPOLO

Il Decreto Sicurezza del Governo Lega-Cinque Stelle è la chiara dimostrazione della strada che l’Esecutivo ha
deciso di intraprendere su temi quali immigrazione, sicurezza, povertà e problematiche sociali.
Il provvedimento in questione determina una palese violazione dei diritti umani, in quanto profondamente
discriminatorio nei confronti di una parte della popolazione straniera presente sul territorio italiano.
Sia politicamente che istituzionalmente è necessario opporsi a un provvedimento che di fatto determina un
ulteriore peggioramento delle condizioni di vita di tutti coloro che vedranno scadere il proprio permesso di
soggiorno per motivi umanitari, e che si ritroveranno sbattuti in strada senza possibilità di ottenere la
residenza anagrafica e quindi di vedersi riconosciuti vari diritti fondamentali quali quello alla salute o
all’assistenza sociale, o all’istruzione pubblica.
Una Legge che reclama sicurezza produce maggiore insicurezza, perché viene meno al principio secondo cui
maggiore sicurezza c’è solo se i diritti sono riconosciuti a tutti, all’intera popolazione, e non solo ad una sua
parte.
Potere al Popolo Sarno, coerentemente con quanto sostenuto e fatto negli ultimi mesi, chiede che il
Sindaco Canfora, con l’amministrazione tutta, ponga in essere un atto di disobbedienza umanitaria,
rifiutandosi ufficialmente di applicare il c.d. Decreto Sicurezza (Legge 132(2018).
Nello specifico chiediamo :

  • Che il Sindaco comunichi agli uffici preposti di assegnare le residenze anagrafiche ai richiedenti
    asilo;
  • Che l’Amministrazione metta a disposizione il patrimonio immobiliare dei comuni per istituire
    dormitori pubblici e fronteggiare l’emergenza sociale del decreto;
  • Che l’Amministrazione, prima di lasciare gli scranni di Palazzo S. Francesco, ponga le basi per una
    politica di accoglienza capillare e non gestita dai privati, sul modello virtuoso di altri comuni d’Italia.

La speranza è che il Sindaco, se pur rappresentante di un partito che ha di fatto inaugurato questo
approccio securitario al tema dei migranti nel nostro Paese, possa avere un sussulto di umanità e di dignità
politica che gli permetta di opporsi alla barbarie che ci ritroviamo a vivere tutti i giorni.

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