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Lucia Vuolo: “Formare tecnici e politici per utilizzare Pnrr”

L’Europarlamentare di Forza Italia Lucia Vuolo: «Bisogna far comprendere bene cosa sono i fondi europei e quali sono le opportunità che offrono»

“In Italia abbiamo un problema grande con le piccole e medie imprese. E’ vero che siamo in un periodo di recessione legato agli eventi internazionali ma, nonostante questo, l’UE riesce a stare vicino sia alle imprese che ai cittadini. Bisogna far comprendere bene cosa sono i fondi europei e quali sono le opportunità che offrono. Nel Mezzogiorno, ad esempio, siamo un po’ indietro perché le Regioni non riescono a dare un supporto adeguato alle politiche europee. Pensiamo alla Campania, che ha una programmazione che si rifà ancora ai fondi 20142020 mentre tutti gli altri sono già operativi per i fondi 2021-2027”. Sono le parole di Lucia Vuolo, parlamentare europeo di Forza Italia gruppo PPE, a margine del convegno “Fondi europei diretti e indiretti a supporto dell’internazionalizzazione delle imprese” promosso dall’Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Napoli.

“Noi, però, non ci lasciamo scoraggiare. Abbiamo la possibilità di usufruire di fondi diretti per dare alle nostre imprese un sostegno. Per fare ciò – ha sottolineato l’eurodeputato Vuolo occorre tuttavia una grande formazione, anche per i politici, che hanno bisogno di essere preparati su tutto ciò che l’Europa può dare. Negli enti locali mancano figure di questo tipo che possano facilitare la gestione dei fondi del Pnrr, trasformandoli in progetti concreti”.

Di investimenti al Sud ha parlato Eraldo Turi (presidente dell’Odcec Napoli): “Il Mezzogiorno sta avendo un nuovo rinascimento. Se aggiungiamo che l’agenzia di rating Standard and poor’s ha confermato all’Italia la Bbb con outlook stabile, ecco che si creano le condizioni utili di cui beneficia anche il Sud. Gli investimenti nel Mezzogiorno per la prima volta hanno raggiunto il 44%, percentuale di gran lunga superiore alla media nazionale del 40%. Così come gli investimenti in innovazione e digitalizzazione raggiungono una media del 9% contro la media una filiera che possa facilitare questi percorsi per dare concretezza a queste opportunità di sviluppo a livello internazionale”.

Un’analisi delle misure utili è stata illustrata da Marilena Nasti, Consigliere delegato Commissione Internazionalizzazione delle imprese Odcec Napoli: “Noi commercialisti abbiamo un compito importante, quello di pensare all’internazionalizzazione delle imprese. Utilizzando tutti gli strumenti a nostra disposizione, dai contributi regionali al Fesr Campania alla Simest. Dobbiamo accompagnare le aziende nelle scelte strategiche, il giusto connubio è quello che imprenditore e professionista viaggino insieme, anche con i temporary manager, per trovare nuovi mercati esteri.

Cosa non facile viste le diverse criticità internazionali che stiamo vivendo. Per questo serve il supporto del commercialista che è in grado di proporre soluzioni adeguate che evitino le instabilità dei mercati”. Secondo Vincenzo Piccirillo (presidente dei giovani commercialisti partenopei): “I fondi diretti e indiretti dell’UE sono un’opportunità che deve essere colta, specie al Sud, al fine di recuperare il ‘terreno’ perso sul piano economico. Guardare fuori confine è fondamentale e sempre più aziende chiedono di diffondere i loro prodotti all’estero. Noi commercialisti dobbiamo farci trovare pronti per questa esigenza”.

All’incontro sono intervenuti Sergio Negro (Autorità di Gestione Fesr Regione Campania), Andrea Boffi (Euro progettista), Andrea Ricciardiello (vicepresidente della sezione terziario avanzato dell’Unione Industriali di Napoli), Danilo Casucci (segretario di Iuya), Sveva Polispermi (consigliere gruppo giovani imprenditori di Confindustria Napoli, con delega Infrastrutture ed Energia). Le conclusioni sono state affidate a Pietro Paolo Mauro, consigliere delegato della Commissione Internazionalizzazione delle imprese dell’Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Napoli.

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