Ai tempi del Coronavirus, dove si ritrova un mondo cambiato nelle abitudini e nella sua normalità, tanti sono i riti che hanno avuto un cambiamento difficile forse anche da comprendere, ma necessario. In una emergenza che mai il mondo aveva vissuto, ci si ritrova a guardare una vita che si trasforma e con essa si trasforma anche la morte.
Sono mutate le abitudini più semplici ed anche più ovvie, ogni persona ha dovuto apportare modifiche alla sua quotidianità avendo ben presente quella che è la norma principale che blocca il contagio: il distanziamento sociale.
Stare lontani, dunque, come regola base.
E sono cambiati i riti, le cerimonie, le funzioni. Sono diverse le modalità anche di preghiera.
Un cambiamento che ha toccato in primis quello che viene considerato l’ultimo saluto con tutto il momento dedicato alla preghiera, al distacco dal proprio caro attraverso momenti che si vivono nel lutto.
Il saluto ad un proprio caro deceduto (non solo di Covid ma anche cause naturali) è oggi un qualcosa di veloce, rapido in cui si soffre in quello spazio in cui si resta da soli col proprio dolore.
E le imprese funebri in questo ultimo viaggio sono il sostegno umano.
Ce lo spiega il giovane imprenditore di Sarno, Leonardo Mancusi, di Onoranze Funebri Mancusi, “La delicatezza che ci accompagna nel nostro lavoro che è una vera missione, oggi acquista un valore ancora più alto. Essere vicini alla famiglia con grande rispetto e soprattutto con profonda empatia”.
I funerali sono completamente cambiati da quando è iniziata l’emergenza Covid 19, e non solo per i decessi dovuti al virus. Non c’è più la veglia al defunto, non ci sono più le celebrazioni in chiesa, non c’è il conforto e la vicinanza fisica di parenti ed amici. Una vicinanza nel dolore che viene a mancare.
“Quel sostegno oggi, ancora più di prima, siamo noi – dice Leonardo Mancusi – Sentiamo il dolore dei familiari anche in questa assenza che cerchiamo di colmare con estrema vicinanza al dolore, al lutto che vivono. Oltre al cambiamento proprio tecnico, con l’utilizzo dei dispositivi di sicurezza, oggi la vera differenza la fa la capacità di essere supporto per i familiari ed anche la profonda ed umana accortezza per il defunto. Nel mio concetto di questo lavoro c’è sempre stato al primo posto il rispetto per il defunto. La morte non deve mai cambiare la percezione di una persona, di una vita, di una storia fatta di affetti, di amore. In questo momento in cui vengono a mancare i riti funebri ai quali anche affettivamente siamo abituati, è indispensabile essere presenza discreta, ma anche conforto”.




