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Franz Muller: la necessità dell’educazione alla bellezza. Il 4 e 5 maggio in scena

– Nichilismo: manca lo scopo, manca la risposta al  “perché?” Tutti i valori si svalutano –  E’ così che Nietzche descriveva il quadro morale della sua epoca, a cui si riallaccia brillantemente Umberto Galimberti, riprendendo questa concezione in riferimento al clima di sfiducia e incapacità di agire diffusosi in particolare fra i giovani. Vi è un’unica soluzione che può permettere di fare chiarezza: l’educazione dei sentimenti, a proposito della quale la scuola ha spesso rivelato la sua inadeguatezza.

Cosa rimane allora? L’arte, la musica, il teatro. E’ questo che acuisce l’importanza della figura di Luigi Giurunda, in arte Franz Muller; è questo che acuisce la colpa di chi lo ha ingiustamente abbandonato. Franz Muller, dopo una carriera come attore, regista e scrittore di opere teatrali durata più di 70 anni ha offerto alla cittadina di Sarno un dono dal valore inestimabile: una possibilità. La possibilità, come Muller stesso ha dichiarato in occasione della conferenza tenutasi il 28 aprile nel Piccolo Teatro da lui istituito, di rivitalizzare una società purtroppo quasi del tutto priva di un vero e proprio fermento culturale, attraverso non solo la creazione di una realtà innovativa ma anche la gestione di corsi di recitazione e dizione gratuiti per ragazzi. Muller è efficacemente supportato dal sodalizio con “Gli amici del Piccolo Teatro”, la cui presidente è  Maria Teresa Laudisio, affiancata da coloro che hanno preso parte alle esibizioni.

Dopo aver messo in scena la sua celebre opera “Il Gran Rifiuto – Celestino V”, seguita dal suo capolavoro indiscusso “Processo a Martin Luther King”, il 4 e il 5 maggio il Maestro e la sua compagnia rappresenteranno l’opera “Quella brutta faccenda – I giovani e la droga”, nella sede del Piccolo Teatro in Via Nunziante.

La rappresentazione costituisce un caso significativo nella produzione di Muller: a renderla notevole è infatti il suo elevato valore umano. Le precedenti perfomance nella nostra cittadina non hanno però goduto del successo che avrebbero meritato, dato che andrebbe forse attribuito alla sterilità morale e culturale che ci ha ormai essiccato lo spirito, o forse alla semplice mancanza di informazione.

Ad ogni modo, il detto “pochi ma buoni”, come ha dichiarato nel corso della conferenza l’attore e collaboratore del Maestro, Carmine Pagano, cela difatti un trincerarsi che lascia ugualmente l’amaro in bocca. Il Piccolo Teatro è un luogo di ritrovo culturale, è un luogo di formazione, ma rappresenta soprattutto la possibilità di “risvegliare sentimenti sopiti”, come Muller stesso ha affermato. Il Piccolo Teatro rischia però di tramutarsi in una possibilità mancata, in un’occasione perduta, il che equivarrebbe senza dubbio ad un furto morale a danno di tutti gli spiriti della città. E’ per questo che le autorità non devono limitarsi ad una pura registrazione della venuta di Muller: ridateci lo scopo, il perché; aiutateci a fare luce.

Michela De Rosa 

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