Quarantasei anni fa l’attentato alla stazione che provocò 85 morti. Il 2 agosto ricorda anche la lettera di Einstein a Roosevelt, l’invasione del Kuwait e la scoperta del positrone.
Il 2 agosto è una delle date più dolorose della storia italiana recente. Alle 10:25 del 1980 una bomba esplose nella stazione ferroviaria di Bologna, provocando 85 morti e oltre 200 feriti. A quarantasei anni dalla strage, l’orologio fermo sul luogo dell’attentato continua a ricordare il momento esatto in cui il terrorismo colpì il cuore del Paese.
La stessa giornata conserva anche altri avvenimenti che hanno cambiato la storia: la lettera con cui Albert Einstein avvertì il presidente americano Franklin Delano Roosevelt dei possibili sviluppi della ricerca nucleare, l’invasione del Kuwait da parte dell’Iraq, la scoperta del positrone e la morte di Alexander Graham Bell.
2 agosto 1980, la strage alla stazione di Bologna
Era una mattina di piena estate e la stazione di Bologna era affollata da famiglie, lavoratori e persone in partenza per le vacanze. Alle 10:25, un ordigno collocato nella sala d’aspetto di seconda classe esplose con una forza devastante.
Il bilancio fu di 85 vittime e oltre 200 feriti. L’esplosione distrusse parte dell’edificio e investì anche il treno Ancona-Chiasso, fermo sul primo binario. La città reagì immediatamente: cittadini, tassisti, medici, infermieri, vigili del fuoco e forze dell’ordine parteciparono ai soccorsi.
Anche l’autobus della linea 37 venne trasformato in un mezzo improvvisato per il trasporto delle vittime. Quell’immagine sarebbe diventata uno dei simboli della tragedia e della risposta collettiva della città.
Le sentenze hanno ricondotto l’attentato al terrorismo neofascista. Il Governo italiano ha ricordato che il 2 agosto 1980 il terrorismo colpì Bologna e l’intero Paese con una ferocia che provocò la morte di 85 persone.
Alla stazione l’orologio è rimasto fermo sulle 10:25. Non è soltanto un elemento del memoriale, ma un richiamo quotidiano al dovere della memoria. Il Senato ha definito l’attentato una ferita insanabile inferta al Paese, ricordando anche gli oltre duecento uomini, donne e bambini rimasti feriti.
Einstein scrive a Roosevelt sul pericolo atomico
Il 2 agosto 1939, poche settimane prima dell’inizio della Seconda guerra mondiale, Albert Einstein firmò una lettera indirizzata al presidente degli Stati Uniti Franklin Delano Roosevelt.
Il testo era stato elaborato con il contributo decisivo del fisico ungherese Leó Szilárd. Gli scienziati segnalavano la possibilità che le reazioni nucleari a catena potessero produrre enormi quantità di energia e portare alla costruzione di bombe estremamente potenti.
Nella lettera veniva richiamata anche l’attenzione sulle ricerche condotte in Germania e sull’importanza dell’uranio. Il documento contribuì a spingere il governo statunitense ad approfondire gli studi sull’energia nucleare, percorso che avrebbe successivamente condotto al Progetto Manhattan.
Il Dipartimento dell’Energia degli Stati Uniti conserva il 2 agosto 1939 come la data della lettera con cui Einstein avvertì Roosevelt sulle possibili applicazioni militari della fissione nucleare.
L’Iraq invade il Kuwait
Nelle prime ore del 2 agosto 1990, le forze armate irachene guidate dal regime di Saddam Hussein attraversarono il confine e invasero il Kuwait.
L’operazione militare fu rapida e portò all’occupazione del piccolo Stato del Golfo. Nello stesso giorno il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite approvò la risoluzione 660, condannando l’invasione e chiedendo il ritiro immediato e incondizionato delle truppe irachene.
La crisi avrebbe condotto alla formazione di una coalizione internazionale e, nel gennaio 1991, all’inizio dell’operazione militare conosciuta come Guerra del Golfo.
L’occupazione ebbe inoltre conseguenze ambientali gravissime. Durante la ritirata furono incendiati centinaia di pozzi petroliferi kuwaitiani, causando un enorme rilascio di sostanze inquinanti.
Carl Anderson fotografa il positrone
Il 2 agosto 1932, il fisico statunitense Carl David Anderson osservò in una camera a nebbia la traccia di una particella mai identificata prima.
La particella aveva una massa simile a quella dell’elettrone, ma una carica elettrica positiva. Era il positrone, la prima antiparticella mai scoperta sperimentalmente.
L’esistenza di una particella simile era stata prevista pochi anni prima dalla teoria del fisico Paul Dirac. L’osservazione di Anderson fornì quindi una conferma concreta dell’esistenza dell’antimateria.
La scoperta gli valse una parte del Premio Nobel per la Fisica nel 1936 e aprì un nuovo capitolo nello studio della materia e dell’universo. La documentazione dell’American Physical Society collega al 2 agosto 1932 la storica immagine della traccia lasciata dalla particella.
Muore Alexander Graham Bell
Il 2 agosto 1922 morì in Nuova Scozia Alexander Graham Bell, scienziato e inventore nato in Scozia nel 1847.
Il suo nome è legato soprattutto allo sviluppo e al brevetto del telefono. Nel 1876 ottenne negli Stati Uniti il brevetto per un sistema capace di trasmettere la voce attraverso segnali elettrici, contribuendo alla trasformazione delle comunicazioni a distanza.
Bell si occupò anche di educazione delle persone sorde, registrazione del suono, aeronautica e trasmissione delle informazioni. Fu inoltre tra i fondatori della National Geographic Society e ricoprì importanti incarichi nello Smithsonian Institution.
Il ritratto conservato dalla National Portrait Gallery dello Smithsonian riporta come date della sua vita il 3 marzo 1847 e il 2 agosto 1922.
Il 2 agosto attraversa così memoria civile, guerra, scienza e innovazione. Ma in Italia questa data resta prima di tutto legata ai nomi delle 85 persone uccise nella stazione di Bologna. Ricordarle significa difendere la verità storica e impedire che il tempo trasformi una ferita nazionale in una semplice pagina del passato.




