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Terremo nel Pd a Sarno: lascia il capogruppo. Si cerca l’equilibrio

Comune di Sarno

Terremo nel Pd a Sarno: lascia il capogruppo. Si cerca l’equilibrio

Terremoto nel Pd, il capogruppo rassegna le dimissioni ed ufficializza la nascita di una nuova compagine consiliare interna alla maggioranza. Le dimissioni di Maria Bellomo sono arrivate nella giornata di ieri al protocollo generale di Palazzo San Francesco. Un atto che ha colto molti di sorpresa, nonostante da mesi nel Pd vi sia un’ atmosfera pesante e di cedimento.

Troppi malumori che sono finiti per far implodere il partito del sindaco Giuseppe Canfora. Un nuovo gruppo consiliare è stato ufficializzato attraverso una nota, all’ interno del quale vi sono l’ ex Pd Maria Bellomo e Giuliana Morosini, l’ex Impegno e Passione, Maria Manzo. Si chiama «Sarno democratica» ed afferma la continuità in maggioranza, anche se si aprono scenari che lasciano tanti punti interrogativi. «Ribadiamo si legge nella nota l’ appoggio incondizionato alla maggioranza ed all’ amministrazione guidata dal sindaco Canfora intendendo continuare ad esercitare, attraverso questo nuovo gruppo consiliare, tutte le azioni di controllo e garanzia previste dal ruolo istituzionale di consiglieri comunali».

La polemica

È l’ ennesimo scossone alla maggioranza, dopo la fuoriuscita dal Pd e da L’ Italia è Popolare, di Emilia Esposito, Franco Robustelli e Renzo Bacarelli, con la nascita di un gruppo interno alla maggioranza «Sarno in Movimento», fino alla richiesta di un rappresentante in giunta.  

L’ opposizione attacca. «La maggioranza continua a perdere pezzi dice Giuseppe Agovino di Forza Italia Normalissimo perché questa amministrazione non ha dato spazio a nessuno. Siamo nel mezzo del cammino di una gestione fallimentare, basta rispolverare il programma elettorale». Ad intervenire è anche il segretario cittadino del Pd, Domenico Manzo. «Né il sottoscritto né il direttivo hanno ricevuto alcuna comunicazione. Il nostro partito ha sempre avuto una linea politica inclusiva con al centro la politica e l’ interesse collettivo della città. Chi ha deciso diversamente se ne assumerà la responsabilità politica e personale e ne risponderà agli elettori ed alla città».

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