Sarno Film Festival

SFF – Giuria Corti d’Animazione. Hermes Mangialardo: “Linguaggio dinamico, complesso, ironico”

Hermes Mangialardo: Giuria Corti d’Animazione del Sarno Film Festival 2020 

Cartoonist, videomaker, Visual performer, 3D mapper, Hermes Mangialardo dal 2003 si occupa di tutto ciò che ruota intorno all’animazione digitale. Isuoi cortometraggi sono stati proiettati (e premiati) nei più importanti festival in giro per il mondo, ottenendo nominations e una serie di riconoscimenti prestigiosi ( tra cui i “nostrani” Corti d’Argento e Giffoni Film Festival ). Nel 2008 crea per MTV la serie cult URBAN JUNGLE. Nel 2009 comincia la sua attività di visual performer (best italian VJ 2009) e 3D mapper, realizzando Architectural mapping in giro per l’Europa, e vincendo il primo premio al Pescara Mapping, l’audience award al Zsolnay Videomapping contest in Ungheria ed il Berlin Festival of light. Dal 2006, insieme ad uno staff di designer, ha creato Plasmedia ( www.plasmedia.it ) , un’agenzia specializzata nella comunicazione digitale in generale (Web, animazioni, video, carta stampata, applicazioni multimediali, video arte ).

INTERVISTA 

 

Su quali progetti in questo momento sta lavorando?

Fortunatamente la mia attività non si limita a produzioni video “classiche”, che quindi hanno nella proiezione su schermo la sua collocazione naturale. Spesso il mio lavoro di animatore/cartoonist mi porta più nel campo della video arte, delle installazioni multimediali e del videomapping. In questo momento sto lavorando su entrambi i fronti, e da una parte sto ultimando di scrivere al mio nuovo cortometraggio e una serie TV, mentre sull’altro versante sto curando le animazioni per le installazioni di un museo in sud Italia (non posso essere più specifico al momento). Il tutto per inizio 2021.

L’approccio dell’arte, in particolare settore cinema, all’art. 21. Secondo il suo punto di vista.

L’arte è sempre stata uno strumento contro qualsiasi tipo di censura, è sempre andata contro lo “status quo” e grazie anche al suo particolare linguaggio è riuscita a smuovere gli animi anche nei regimi più oppressivi. Il cinema, da sempre, è sempre stato una delle “voci” in mano a chi ha voluto denunciare, ha accompagnato manifestazioni e documentato precise prese di posizione. Si è cercato in tante occasioni di imbavagliare tale arte, ma sempre invano. La libertà di espressione è insita nell’audiovisivo e segue dinamiche sempre diverse per uscire da paletti imposti.

Quale è il parametro che ha guidato la sua scelta, la sua valutazione rispetto ai corti in gara al SFF?

Diciamo che non è stato per nulla facile. I corti giunti in finale avevano un’alta qualità stilistica, e anche quando erano realizzati in maniera più semplice tecnicamente, erano supportati da un solido storytelling. Ho dovuto rivederli più volte, prima di decidere un metro di giudizio, che è stato improntato sulla capacità di trasmettere un messaggio in maniera nuova e non didascalica. Spesso, soprattutto nel cartoon, si predilige la tecnica rispetto al montaggio. Il vincitore per me doveva avere un linguaggio dinamico e un approccio fresco e doveva saper mixare tematiche complesse e ironia.

 

Articoli correlati

SFF – Giuria Corti d’Animazione. Maria Di Razza: “La forza della narrazione”

Redazione

SFF – Giuria Corti d’Animazione. Francesco Filippi: “Originalità e tecnica”

Redazione

VIDEO | Sarno Film Festival: Cinema e Costituzione

Redazione

Utilizziamo i cookie per essere sicuri che tu possa avere la migliore esperienza sul nostro sito. Se continui ad utilizzare questo sito noi assumiamo che tu ne sia felice. Accept Read More

Privacy & Cookies Policy