Cronaca Primo Piano

Scoperti 120 falsi poveri, raffica di denunce

Falsi poveri che percepivano, senza averne diritto, contributi assistenziali e sussidi vari erogati dal Comune di Sarno e dall’ Inps. Tra loro ci sono anche i figli di due noti professionisti sarnesi, appartenenti insomma a famiglie tutt’ altro che disagiate sotto il profilo economico. La guardia di finanza ne ha scoperti, in tutto, 120 portando alla luce una mega truffa ai danni dello Stato, con un danno erariale di circa 150mila euro. Si tratta di soggetti che hanno falsamente dichiarato di trovarsi in condizioni economiche disagiate, per accedere a misure di sostegno e contributi sociali.

I TEMPI In 55 avrebbero indebitamente percepito il cosiddetto reddito di inclusione, ma tra le 120 posizioni passate al setaccio dagli investigatori c’ è anche chi ha beneficiato di contributi per ragazze madri, di canoni di locazione agevolati, della riduzione o dell’ esonero della mensa scolastica. Tutte agevolazioni non dovute, perché i beneficiari sono risultati privi dei requisiti previsti. Tutti i soggetti finiti nel mirino delle fiamme giallo hanno, in realtà, sia redditi che disponibilità patrimoniali, non inseriti ovviamente nelle richieste di accesso al beneficio presentate agli enti erogatori. Il lavoro dei finanzieri della compagnia di Scafati, coordinati dal maggiore Nunzio Napolitano, iniziato all’ inizio di gennaio scorso, è stato davvero immane e ha riguardato gli anni compresi tra il 2014 ed il 2018. Prioritario è stato individuare tutte le posizioni sospette per poi avviare il lavoro di verifica sulla scorta di una copiosa documentazione acquista in momenti diversi, sia al Comune di Sarno, sia negli uffici dell’ azienda consortile Agro solidale di Pagani, competente per le procedure attivate nell’ anno 2018. Le fiamme gialle hanno dovuto confrontare i dati delle singole dichiarazioni ISEE con le informazioni relative a redditi e patrimoni acquisiti dalle banche dati della guardia di finanza per far emergere tutta una serie di anomalie che hanno consentito di scoprire il meccanismo truffaldino.

I NUMERI I controlli hanno interessato complessivamente 1772 posizioni, delle quali 120 sono risultate irregolari. Dagli accertamenti è, infatti, emerso che in 120 casi i beneficiari dei sussidi avevano presentato dichiarazioni non veritiere rispetto alle proprie condizioni economiche. Gli stessi soggetti avrebbero attestato di possedere redditi inferiori alle soglie previste dalla legge e dai regolamenti regionali o comunque, di trovarsi in condizioni economiche disagiate, omettendo di indicare redditi e patrimoni di cui avevano la piena disponibilità. Un escamotage per accedere alle agevolazioni previste e truffare, così, lo Stato. Ci sono anche i nomi di due giovani professionisti, molto conosciuti a Sarno, nella lunga lista dei «falsi poveri». Uno è figlio di un medico, l’ altro di un avvocato. Anche loro avrebbero indebitamente percepito contributi sociali, omettendo di indicare nelle istanze di accesso al beneficio le reali condizioni economiche dei propri nuclei familiari. Al termine dell’ attività di controllo sono stati redatti 116 verbali di contestazione trasmessi all’ ente erogatore per le sanzioni amministrative. Solo in quattro casi (per i soggetti che hanno indebitamente percepito contributi oltre la soglia di quattromila euro fissata dal codice penale) è scattata la denuncia a piede libero. Il lavoro dei finanzieri prosegue. Ad oggi non risultano responsabilità accertate a carico di funzionari degli enti, responsabili delle procedure attivate, ma gli uomini del maggiore Napolitano sarebbero intenzionati ad approfondire altri aspetti della vicenda ancora poco chiari

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