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Sarno: ospedale al collasso, chiudono gli ambulatori

I medici non si rassegnano: sono in prima linea per i malati

Chiudono le attività ambulatoriali dell’ospedale, a rischio l’assistenza. Per ora le garanzie riguardano solo emergenza e ambulatori essenziali. Se non arriveranno soluzioni a stretto giro il destino dell’ospedale è segnato. Ma i medici non si rassegnano: sono in prima linea per i malati caricandosi di turni tra pronto soccorso e reparti.

Giovedì è programmato l’incontro col direttore generale dell‘Asl di Salerno, Gennaro Sosto chiesto dal direttore sanitario di Sarno, Rocco Calabrese, dal sindaco, Giuseppe Canfora. Sul tavolo la necessità di ripartire con gli ambulatori, ma prima di tutto l’urgenza di avere medici in pronto soccorso e nei reparti. Le voci dalle corsie non scuotono l’azienda sanitaria e la Regione Campania, ma gli operatori non si arrendono, pronti anche ad occupare la sede di via Nizza.

«I nostri sacrifici non possono essere vani, qualcuno dia risposte». Mancano i medici ed il Martiri del Villa Malta è allo stremo. Ieri l’ennesima scelta estrema per salvare il salvabile. Bisogna garantire la rete di emergenza urgenza, una risposta necessaria ed indispensabile per un territorio vasto, e per ora sono bloccate le attività ambulatoriali. Era nell’aria già da qualche giorno, dall’emergenza di pazienti sistemati in barelle nei corridoi del pronto soccorso con l’impossibilità di ricovero.

La situazione si fa sempre più grave, a rischio anche le divisioni che sono tornate a pieno regime da appena un mese. Sulla vicenda è intervenuto Alfredo Mazza, dirigente medico cardiologo delegato Cisl. «L’emergenza viene prima di tutto, poi l’urgenza quindi i ricoveri, ed infine gli ambulatori. La direzione strategica dell’Asl Salerno – dice – dovrebbe avere la libertà di progettare con visione efficace ed efficiente. Abbiamo però una politica ignorante ed incapace in sanità. Chi prende decisioni ha la responsabilità del fallimento del sistema sanitario regionale della Campania, l’ospedale di Sarno sta diventando monumento di questo fallimento.

Chiediamo al prefetto un incontro urgente, invitiamo i direttori Asl a venire a Sarno o andremo noi ad occupare la sede. C’è bisogno di razionalizzare le forze e dare soluzioni. I concorsi non risolveranno i problemi, rischiano di andare deserti. Per un concorso ci vogliono tra i 4 e 6 mesi. Tempi biblici per l’emergenza che stiamo vivendo. Bisogna capire di quanti medici ci sia bisogno e di quali specializzazioni». «Tale situazione non è più tollerabile – dice la Fials di Salerno – La professionalità degli operatori va tutelata e riportata a livelli minimi di dignità. Le competenze vanno valutate e non svilite come sta accadendo. Continua la sofferenza dei pazienti che non trovano risposte in un sistema al collasso»

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