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Sarno, in travaglio al pronto soccorso, è positiva: parto in isolamento

Dal tampone risulta positiva e, tra la paura ed il grande supporto, nasce Giovanni.

Arriva al pronto soccorso all’ospedale di Sarno pronta a dare alla luce il suo bimbo. Dal tampone risulta positiva e, tra la paura ed il grande supporto, nasce Giovanni. Il primario Elberti: «I pazienti vengono prima di tutto». «Mi sono stati tutti accanto.

Il mio bimbo non poteva nascere in un posto migliore». Francesca Casillo è giunta al Martiri del Villa Malta nella serata di lunedì, in travaglio. Sottoposta al tampone la giovane è risultata positiva al Covid 19. Un condizione che, a quanto pare, avrebbe potuto determinare il trasferimento in un ospedale diverso ed attrezzato al caso. Il presidio ospedaliero di Sarno ha fatto fronte all’emergenza mettendo in campo ogni misura per assistere la donna e far nascere il piccolo.

Nel reparto di ginecologia, in isolamento, in una camera in sicurezza, con tutti i dispositivi ed i protocolli attivi, Giovanni ha aperto gli occhi al mondo. Ed è proprio la mamma a raccontare i momenti in cui la paura si è mescolata alla gioia; il timore di essere portata in un’altra struttura si è disciolto davanti al «lavoro di squadra e di grande missione».

Così ha definito Francesca l’assistenza ricevuta. «Sono arrivata al pronto soccorso perché si erano rotte le acque, una volta sottoposta a tampone, sono risultata positiva. È stata una doccia fredda, ho pensato di poter essere isolata ed in qualche modo anche un po’ abbandonata a me stessa. È successo l’esatto contrario. Tutto il personale si è adoperato per darmi la migliore assistenza.

Sono stata accompagnata al parto, in poche ore è nato il mio bimbo. Stiamo entrambi bene. Ringrazio tutto il personale, i miei complimenti alla struttura per la gestione del caso. Non potevo desiderare posto miglior per dare alla luce il mio bambino. Si percepisce il grande lavoro di squadra che unisce tutti. Non ho potuto vedere i sorrisi, dietro le mascherine, ma ricordo benissimo ogni sguardo che porterò nel mio cuore».

IL RACCONTO

A spiegare l’organizzazione è il direttore di ostetricia e ginecologia, Aurelio Elberti. «Il nostro pur non essendo un reparto covid, nell’emergenza siamo sempre pronti all’assistenza con tutte le misure di sicurezza. I pazienti vengono prima di ogni cosa».

Francesca è stata assistita dalla ginecologa, Veronica Gambardella. «Ho assistito con la collaborazione delle ostetriche del reparto. Non ci sono state le condizioni per attivare un trasferimento presso una struttura dedicata, ci siamo immediatamente organizzati all’assistenza».

In prima linea anche la coordinatrice ostetrica, Maria Bellomo. «La mamma ed il bimbo godono di ottima salute. Il puerperio decorre in maniera assolutamente fisiologica. Sono insieme nella stanza, in isolamento, ed in piena serenità. Questo ci rende orgogliosi».

 

 

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