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Rigettata la richiesta di libertà, Pagano resta ai domiciliari

Confermati gli arresti domiciliari a Claudio Pagano, consulente del lavoro, assessore e consigliere comunale negli anni dal 2001 al 2003, coinvolto nell’inchiesta sulla truffa della cassa integrazione. Il giudice per le indagini preliminari, Sergio de Luca, ha respinto la richiesta di remissione in libertà avanzata dal difensore Raffaele Franco, il quale ha già inviato anche istanza al tribunale del Riesame.
Nell’inchiesta sono indagate 25 persone e quattro sono state arrestate. Oltre Pagano, sono finiti agli arresti domiciliari l’ex segretario provinciale della Fisascat Cisl, Mariano Santarsiere di Sala Consilina; il delegato provinciale Fisascat, Remo Criscuolo di Eboli; l’imprenditore Giuseppe Iennece di Campagna. Secondo l’accusa, sindacalisti ed imprenditori avrebbero truffato le casse pubbliche per 754 mila euro; un raggiro che si basava su stati di crisi fittizia e consentiva di incassare gli ammortizzatori sociali nonostante la lavorazione continuasse, senza che ai dipendenti fossero applicate le ore di cassa integrazione.

 

 

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