L’arresto di Valter Lavitola per l’attentato a Sigfrido Ranucci domina le prime pagine dei quotidiani. Sullo sfondo restano il nodo migranti tra Italia, Germania e Danimarca, il terremoto che ha devastato la Colombia e il caso Trump, messo sotto accusa da centinaia di ex uomini dell’intelligence americana.
Caso Ranucci, arrestato Valter Lavitola
Valter Lavitola è stato arrestato con l’accusa di essere il mandante dell’attentato contro il conduttore di Report Sigfrido Ranucci. L’inchiesta della Procura di Roma contesta anche il metodo mafioso e si concentra sul presunto progetto di usare quell’azione per favorire una crescita politica e mediatica del giornalista.
Nel provvedimento si fa riferimento anche a un collaboratore, Tavares, per il quale è stato emesso un ordine di arresto. Il punto più delicato dell’inchiesta riguarda il movente: secondo gli investigatori, il piano sarebbe maturato attorno all’idea di trasformare Ranucci in una figura ancora più forte sul piano pubblico. Resta fermo un elemento decisivo: gli inquirenti ritengono che il giornalista non fosse a conoscenza del progetto.
Migranti, Meloni evita lo scontro con Merz e rafforza l’asse con la Danimarca
Il dossier migranti continua a segnare i rapporti tra i governi europei. Nelle ultime ore Giorgia Meloni ha evitato uno strappo diretto con il cancelliere tedesco Friedrich Merz, ma intanto ha rafforzato la sintonia con la premier danese Mette Frederiksen su una linea più dura contro gli arrivi irregolari.
Il cuore del confronto resta sempre lo stesso: come gestire i flussi, i rimpatri e il peso che grava sui Paesi di primo approdo. La crisi di Ceuta ha riaperto tensioni che non si sono ancora spente e ha riportato al centro anche il tema dei cosiddetti hub per i rimpatri in Paesi terzi.
.Meloni prova a tenere insieme fermezza sui confini, equilibrio nei rapporti con Berlino e costruzione di nuove alleanze dentro l’Unione.
Colombia, il terremoto fa salire il bilancio delle vittime
Sul fronte internazionale la notizia più drammatica arriva dal Sudamerica. Il terremoto di magnitudo 7.4 che ha colpito la Colombia occidentale ha provocato oltre 120 morti e il bilancio resta provvisorio. Le zone più colpite sono quelle di Cali, Pereira e di altre aree dell’ovest del Paese, dove i soccorsi stanno ancora scavando tra le macerie.
Le immagini che arrivano dalla Colombia raccontano crolli, edifici sventrati e famiglie in strada. Le autorità locali hanno dichiarato lo stato di emergenza mentre continua la ricerca dei dispersi.
È la notizia estera più forte della giornata e spiega perché trovi tanto spazio su tutte le prime pagine, anche se per una rassegna italiana resta dietro alla svolta sul caso Ranucci.
Usa, oltre 400 ex funzionari dell’intelligence contro Trump
Repubblica apre con questa notizia e non è una scelta casuale. Negli Stati Uniti oltre 400 ex agenti e funzionari dell’intelligence hanno firmato un documento durissimo contro Donald Trump, accusandolo di spingere il Paese verso una deriva autoritaria.
Il gruppo, riunito attorno alla piattaforma The Steady State, denuncia l’erosione dei contrappesi democratici e parla apertamente di un potere sempre più concentrato nelle mani del presidente. La Casa Bianca ha replicato sostenendo che l’amministrazione starebbe invece ripristinando la democrazia.
Il tema è pesante perché non si tratta di una polemica politica ordinaria. A lanciare l’allarme sono ex figure dell’apparato di sicurezza e intelligence americano, cioè persone che conoscono bene gli equilibri istituzionali degli Stati Uniti.
Europei di atletica, Fabbri oro e Weir argento nel peso
Agli Europei di atletica è arrivata una splendida doppietta azzurra nel getto del peso: Leonardo Fabbri ha vinto l’oro, Zane Weir l’argento.
Per l’Italia è un risultato di grande valore tecnico e simbolico. Fabbri ha dominato la gara, confermando quanto di buono aveva già mostrato in stagione, mentre Weir ha completato una serata perfetta per l’atletica azzurra.
Le prime pagine la valorizzano molto e fanno bene: non è il solito risultato di contorno, ma una notizia sportiva forte, pulita, da celebrare.
Rinnovabili, pressing delle imprese: il governo pensa a un decreto a settembre
La Stampa oggi anche su un altro tema destinato a restare nell’agenda italiana: gli investimenti nelle energie rinnovabili frenati dalla burocrazia. Secondo l’inchiesta del quotidiano torinese, sarebbero circa 50 miliardi i capitali privati bloccati o rallentati tra autorizzazioni, veti e passaggi amministrativi.
Il governo starebbe lavorando a un decreto per settembre. L’obiettivo è provare a sbloccare i progetti e alleggerire procedure diventate troppo lente per imprese e territori.
È una notizia meno esplosiva delle altre, ma importante. Tocca energia, economia, competitività e tempi della macchina pubblica. E riguarda una delle debolezze italiane più note: la distanza tra annunci e cantieri.




