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Raccolta rifiuti: addio al “porta a porta”, ritornano i cassoni

RifiutiPer la raccolta rifiuti si è deciso in consiglio comunale: Sarno dice addio al “porta a porta” e ritornano in strada i cassoni. E’ stato approvato con i soli voti della maggioranza di centrosinistra, guidata dal sindaco Giuseppe Canfora, il nuovo piano industriale per il servizio del ciclo integrato dei rifiuti. Proteste da parte dell’opposizione che ha tentato invano di far apportare delle modifiche. In città è dal 2007 che la raccolta avviene attraverso il prelievo “porta a porta” dei sacchetti con una calendarizzazione del tipo di rifiuto da conferire. Ora cambia tutto. Saranno di nuovo i cittadini a conferire direttamente nei contenitori. Il piano di industrializzazione approvato con 15 voti favorevoli e 9 contrari prevede trenta ecostazioni disseminate sul territorio con una mappatura che interesserà prevalentemente le zone in cui insistono condomini e scuole. Si tratta di cassoni in cui sarà possibile depositare vetro, banda stagnata e rifiuti riciclabili. L’umido sarà prelevato fuori da ogni abitazione, non più tre volte a settimane, ma due. Il personale sarà implementato: non più 52 unità, ma 58.

Per il nuovo sistema dovrà partire una campagna di sensibilizzazione che da previsione costerà circa 12 mila euro. Sommossa in aula delle forze di opposizione che hanno tuonato contro il nuovo piano, difeso fortemente dall’assessore all’ambiente, Emilia Esposito, e dalle forze di maggioranza. Critiche sono arrivate dai consiglieri dell’Udc, Francesco Squillante ed Antonio Crescenzo, dal consigliere di rete Libera, Giovanni Montoro, da Giuseppe Agovino di FI, Enrico Sirica di Fdi , Sebastiano Odierna consigliere indipendente, Pasquale Falciano di Sarno Rinasce Libera. Squillante capogruppo dell’Udc: “E’ un ritorno al passato quando in strada c’erano i cassoni. In aula si è consumato l’ennesimo atto di prepotenza di questa amministrazione che non dialoga non solo con l’opposizione ma non ascolta le esigenze dei cittadini. l personale passerà dall’attuale 52 a 58 unità per la ditta aggiudicataria e addirittura si parla di riduzione di categoria per le attuali unità lavorative. Ci troveremo, quindi, davanti ad una serie di ricorsi i cui costi saranno ovviamente a carico dei cittadini. In buona sostanza questo piano industriale non porterà nessun vantaggio per la cittadinanza ma solo un aumento del costo complessivo del servizio di circa € 200.000,00 rispetto a quello attuale”. Montoro consigliere di Rete Libera: “ Io ho già fatto denuncia alla Corte dei Conti perché sono 12 mesi che si continua in regime di prorogatio con la Sarim. Abbiamo atteso un anno e la maggioranza ci ha portato porta in aula un piano industriale che definisce nuovo ma è una modo di fare raccolta di rifiuti vecchio.

Avremo nuovamente i rifiuti per strada rischiando ci siano tante discariche in ogni postazione. Inoltre si chiede ai cittadini di tenere in casa per 4 giorni la frazione umida. E’ stato partorito un piano scadente sotto tutti i punti di vista. Nonostante le nostre sollecitazioni, la maggioranza cieca ha deciso di andare avanti con la raccolta dell’umido solo due volte a settimana”. Il Consigliere Crescenzo ha lanciato su facebook l’hashtag #vogliosarnosenzaraccoglitoriperstrada Hanno difeso il piano industriale il sindaco Canfora, l’assessore all’ambiente, il capogruppo del Pd, Roberto Robustelli. L’assessore Esposito ha chiarito anche come avverrà la campagna di sensibilizzazione ed il monitoraggio delle eco stazioni. “Ci sarà una campagna radicale per spiegare come conferire i rifiuti e rendere pulita la nostra città. Sarà avviata nelle scuole, nelle parrocchie e materiale per le famiglie. Da previsione costerà intorno ai 12 mila euro. Le ecostazioni saranno controllate per evitare sversamenti non idonei. Noi crediamo che i cittadini possano essere educati ad un conferimento giusto dei rifiuti che possa portare anche al riciclo. Tra le altre cose abbiamo previsto delle premialità”. Sulla questione dei lavoratori e il dubbio che possano esserci riduzioni di categoria il consigliere Robustelli ha sentito di dare garanzie. “Vi assicuro che potete stare tranquilli” – ha detto in aula rivolgendosi direttamente ad alcuni operai presenti.

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