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Pronta la sfiducia, Mancusi con un piede fuori dall’aula

Pronta la mozione di sfiducia, Mancusi è sul precipizio. A mettere in difficoltà il sindaco sono proprio i suoi fedelissimi, insieme alle forze di opposizione, con l’obiettivo di ridurgli i giorni del secondo mandato. La naturale scadenza è a breve, a maggio si andrà al voto, eppure gli ormai ex alleati insieme ai consiglieri del centrosinistra sono intenzionati a mandarlo a casa. Non ci sono riusciti una settimana fa con le dimissioni di massa. A rassegnarle furono 16 consiglieri, il numero giusto per decretare lo scioglimento del consiglio comunale. Un tentativo però andato a vuoto per un errore di procedura che ha invalidato il tutto. Il rigetto del Prefetto arrivato dopo due giorni ha rimesso il caso in discussione. Tutto da rifare per portare a compimento quanto iniziato in aula di consiglio durante l’ultima assise.

Stavolta i consiglieri ribelli sono intenzionati a non inciampare in alcun cavillo tecnico. Avrebbero potuto fin da subito rassegnare nuovamente le dimissioni attraverso la regolare procedura, eppure non lo hanno fatto. Hanno preso tempo, ma ora sono pronti con un nuovo atto: niente dimissioni, ma un documento per sfiduciare il sindaco. Sono preparati i consiglieri dell’Udc, ex alleati di Mancusi ed ora oppositori dopo la decapitazione della giunta a loro discapito, con fuori l’assessore Antonio D’Angelo ed il vicesindaco Francesco Squillante. Il capogruppo dei centristi, Enrico Stingo, è determinato quando parla della mozione di sfiducia in preparazione. «Arriverà in aula nel corso del prossimo consiglio comunale. Confermo ancora una volta che le nostre firme ci saranno. È stato Mancusi stesso a decretare la fine del suo governo già da tempo cedendo alle pressioni di Fratelli d’Italia. Io l’ho invitato a dimettersi, perché non ha una maggioranza». Il primo cittadino attende la prossima mossa, si dice sereno, ma non parla di dimissioni. «È un termine che non esiste nel mio vocabolario – sottolinea – andrò avanti fino a quando potrò, portando a termine i progetti già avviati». Rossella Liguori

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