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“Professionalità ed umanità”. Il dono di Mario all’Usca ed all’ospedale

 

<<Persone di grande professionalità ed umanità. Il mio è un gesto simbolico he vuol dire “grazie”>>.

Così Mario Severino, pizzaiolo e titolare dell’Officina della Pizza a Sarno,  ha raccontato il suo dono ai medici, gli infermieri, gli operatori sanitari dell’Usca e dell’Ospedale di Sarno. Ieri Mario è arrivato prima in via San Valentino sede dell’Unità Speciale di Continuità Assistenziale, e poi in via Sarno Striano al “Martiri del Villa malta” con le sue pizze.

Un momento che ha rappresentato un abbraccio virtuale tra cittadini e medici.

I camici bianchi che rappresentano da mesi la prima linea che fronteggia l’emergenza covid19, stanno dimostrando coraggio, sacrificio, grande vicinanza alle persone, pazienti e familiari degli ammalati.

Assistenza, interventi su più fronti, sostegno a centinaia di persone nel momento più duro della storia.

Dall’Usca   che oggi è una validissima risposta territoriale con il monitoraggio a domicilio dei pazienti, al pronto soccorso con il fronte delle emergenze urgenze.

“Io vedo il grande impegno – ha spiegato Mario – di giovani medici ed infermieri. Non si fermano un attimo, nonostante siano sotto pressione per le numerose richieste di aiuto, assistenza. Il mio è un piccolo gesto che vuole rappresentare non solo la vicinanza , ma il profondo rispetto per il loro lavoro, la loro missione al servizio della comunità”.

Emozionati anche gli operatori dell’Usca, con la responsabile  – la dottoressa Rosalba Ferrante –  dinanzi ad un dono che porta in sé quel “grazie” che in tanti hanno fatto loro arrivare in ogni modo, anche attraverso messaggi e biglietti.

“Facciamo il nostro lavoro in un momento molto complesso per tutti, sperando sempre di dare il meglio – dicono dall’Unità Speciale – La vicinanza umana delle persone è una cosa che ci commuove. Non è scontata, perché i gesti di affetto e stima non lo sono mai e ci riempiono il cuore. Portiamo avanti la nostra opera di assistenza ai pazienti con profonda umanità e cerchiamo sempre di trasmettere sia al paziente che ai familiari sostegno forte e costante”.

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