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Processo mediatico: oggi a Sarno arriva Raffaele Sollecito

Processo mediatico: diritto all’informazione o gogna? Se ne parlerà a Sarno ponendo al centro del dibattito il caso Sollecito. Oggi, alle ore 15.30, nell’aula consiliare di Palazzo San Francesco ci sarà proprio Raffaele Sollecito, assolto nel caso dell’omicidio della studentessa Meredith Kercher. A relazionare ci saranno Roberto Penna, sostituto procuratore della Repubblica di Salerno; Carlo Taormina, avvocato, ordinario di procedura penale università di Tor Vergata; Antonella Matrolia, di Nova Juris, associazione forense. Ci saranno, tra gli altri, il sindaco di Sarno, Giuseppe Canfora; il presidente del consiglio comunale di Sarno e commissione pari opportunità, Maria Rosaria Aliberti; il presidente dell’associazione Assostampa Valle del Sarno, Salvatore Campitiello. “L’esigenza di aprire un dibattito sul processo mediatico – dice Maria Rosaria Aliberti – nasce dalle degenerazioni che spesso derivano dall’eccessiva spettacolarizzazione delle realtà processuali. Troppo spesso gli indagati e le stesse persone offese, ma anche i loro familiari, diventano oggetto di una vera e propria gogna prima ancora che vengano accertati i fatti e le eventuali responsabilità nelle aule di giustizia. Per questo motivo oggi è presente, oltre agli autorevoli giuristi e relatori, anche Raffaele Sollecito che, a prescindere dalle convinzioni personali che ciascuno possa essersi fatto sulla sua vicenda, è stato assolto dopo un processo che è durato anni non soltanto nelle aule di giustizia ma anche e forse soprattutto in tv e sui giornali”.

 

Una vicenda giudiziaria complessa e contorta: l’omicidio di Meredith Kercher, il 1° novembre 2007. La studentessa inglese, a Perugia nell’ambito del progetto Erasmus, fu ritrovata priva di vita nella propria camera da letto.. La causa della morte fu un’emorragia a seguito di una ferita al collo provocata da un oggetto acuminato. Per l’omicidio è stato condannato in via definitiva con rito abbreviato il cittadino ivoriano Rudy Guede. In primo grado, come concorrenti nell’omicidio, furono condannati, dalla Corte d’Assise di Perugia nel 2009 anche la statunitense Amanda Knox e Raffaele Sollecito. I presunti coautori del delitto furono successivamente assolti e scarcerati dalla Corte d’Assise d’appello nel 2011. La Corte di Cassazione, accogliendo il ricorso della Procura Generale di Perugia, il 26 marzo 2013 annullò la sentenza assolutoria d’appello e rinviò gli atti alla Corte d’Assise d’Appello di Firenze. Il 30 gennaio 2014 la Corte d’Assise d’Appello di Firenze sancisce nuovamente la colpevolezza degli imputati Knox e Sollecito. Il 27 marzo 2015 la quinta sezione penale della Suprema Corte di Cassazione annulla senza rinvio le condanne a Raffaele Sollecito e Amanda Knox, assolvendoli.per non aver commesso il fatto, affermando la mancanza di prove certe e la presenza di numerosi errori nelle indagini. Una caso giudiziario ed insieme un caso mediatico. L’opinione pubblica spaccata tra innocentisti e colpevolisti. Ancora oggi davanti all’assoluzione.

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