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Nuovo consiglio comunale, la carica dei cinquecento

Il post Mancusi segna la rottura definitiva del centrodestra. Il sindaco è pronto a consegnare poltrona e fascia tricolore, anche se della grande coalizione che nel 2009 lo portò alla vittoria non restano che «brandelli». Tutto smembrato il centrodestra che si reggeva sulle tre colonne Mancusi-Odierna-Annunziata, con la benedizione di Cirielli; frazionato un gruppo che negli anni, nonostante le continue liti, ha tenuto le redini del potere amministrativo e politico. Ora sarà il voto del prossimo 25 e 26 maggio a tracciare le linee del nuovo parlamentino cittadino e ad assegnare la poltrona più alta di palazzo San Francesco. Gli scontri sia tra le fila della maggioranza che dell’opposizione hanno segnato gli schieramenti, ma anche generato una vera onda anomala di candidati. Il compito più difficile toccherà all’elettore che oggi fa i conti con i numeri record ed a maggio si ritroverà tra le mani una scheda elettorale con tantissime liste. Sono in tutto nove i candidati a sindaco ufficiali, ciascun candidato in media supportato da 3 liste, ogni lista con un minimo di 15 candidati al consiglio comunale. I numeri fanno preoccupare. Ci sono oltre 550 cittadini che aspirano alla carica di consigliere comunale e 9 aspiranti alla poltrona di primo cittadino. Franco Annunziata con le civiche «Sarno città da Vivere» e «Sarno Rinasce Libera»; Antonio Crescenzo che ha unito Udc, Forza Italia e sono in via di realizzazione due civiche; Sebastiano Odierna con il supporto di Fratelli D’Italia, una civica ed una lista direttamente legata a Caldoro; Lucio Annunziata ex consigliere comunale con la civica «Sarno Attiva»; Giuseppe Canfora del Pd con «La sinistra» e la civica «Con Canfora»; Luciano D’Amora per Rifondazione Comunista; Giovanni Montoro con la coalizione «Sarno in Movimento»; Ernesto Odierna per il Movimento 5 Stelle; Ciro Robustelli con la civica «Solo per Sarno».


All’origine del gran numero di candidati anche il mancato raggiungimento di un accordo sulle primarie. Prima accettate da tutti, poi puntualmente bypassate da tutti. Ci ha provato il centrodestra e non ci è riuscito, frammentandosi e dando vita a 3 candidati, Crescenzo (Udc- FI), Odierna (Fdi) ed Annunziata (civica); ha tentato le consultazioni anche il Pd, ma alla fine ha tirato fuori il nome dell’ex sindaco Canfora, lasciando all’avvocato Ferrentino, che avrebbe dovuto concorrere, il posto da capolista e Ciro Robustelli che ha scelto di andare da solo. La più grande rottura però è nel centrodestra. Si è provato a rimetterlo insieme fino all’ultimo minuto. Ha tentato Antonio Fasolino, coordinatore provinciale del Nuovo Psi, richiamando al confronto. «Avremmo preferito appoggiare un centrodestra unito anche perché a Sarno, nel rispetto degli altri candidati, non possiamo usare il simbolo del Nuovo Psi, c’erano i presupposti per arrivare all’unità ma qualcuno ha fatto fughe in avanti. Certo è che condividiamo appieno la scelta di Fdi che ha individuato Odierna». I candidati sono gli uni contro gli altri, i malumori trascinati e soffocati negli anni ora sono esplosi. Luciano D’Amora di Rifondazione attacca tutti: «Andiamo da soli perché sia consapevoli che sia le forze di maggioranza che di opposizione hanno saccheggiato la città. Il centrodestra si è dimostrato vergognoso nell’attaccamento alla poltrona, arrivando a schierare oltre tre candidati. Il Pd non è stato da meno, non sapendo chi presentare è andato a rispolverare l’ex sindaco». Canfora sindaco dal 2001 al 2003, ha obiettivi ambiziosi. «Dobbiamo ripartire da Sarno, ricostruire la città e riconquistare tutti i comuni. La rapina fatta in questi ultimi anni ha lasciato un disastro umano, sociale ed economico. Non c’è più nulla da prendere, a questo paese ora dobbiamo solo dare». Odierna che proprio ieri ha ufficializzato la sua discesa in campo è ottimista. «Partiamo dopo gli altri, ma siamo più forti di prima. Qualcuno ha pensato di isolare Fratelli d’Italia ma con la mia candidatura non c’è riuscito. Questo momento di sbandamento ci ha fortificato».

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