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Medici e infermieri travolti dall’ondata nei presidi dell’Agro oltre 60 positività

Il covid travolge gli ospedali dell’Agro.

Nosocomi sotto pressione, con contagi ai pronto soccorso e nei reparti, medici ed infermieri positivi al Martiri del Villa Malta di Sarno, all’Umberto I di Nocera Inferiore, al Mauro Scarlato di Scafati, al Tortora di Pagani. Intanto, si rischia un grande vuoto nell’assistenza sanitaria che si farà fatica a colmare: le Usca sono riconfermate con orari dimezzati ed un taglio selvaggio ai compensi. Sono tanti i medici pronti a rinunciare, diverse defezioni sono già arrivate.


Questo andrà a creare un problema per i tamponi, i monitoraggi a domicilio. È ulteriormente fuori controllo la situazione negli ospedali, alla grave carenza di personale si lega la nuova ondata pandemica, richiamati dalle ferie alcuni operatori. Il picco di contagi arriva quasi inaspettato a travolgere la sanità locale. L’alta contagiosità della nuova variante Omicron 5 sta mettendo in ginocchio la rete di emergenza ed assistenza.


LE CRITICITÀ Nell’agro sarnese nocerino soffrono tutti gli ospedali, si registrano oltre 60 positivi tra gli operatori sanitari. I pazienti arrivano dal pronto soccorso direttamente in reparto in alcuni casi, e le misure anti contagio sembrano non reggere. Ed è di nuovo emergenza. L’appello del direttore sanitario del Dea dell’agro, Maurizio D’Ambrosio, alle comunità. «Recatevi in pronto soccorso solo se strettamente necessario – dice – Abbiamo delle difficoltà. Stiamo garantendo tutte le urgenze ed emergenze. C’è un incremento dei contagi, lo stiamo constatando con i nostri dipendenti. Attualmente abbiamo 60 dipendenti di vari profili risultati positivi. Le strutture ospedaliere e tutto l’apparato rischiano di andare sotto stress, rischiamo di chiudere reparti perché diventa difficile garantire le turnazioni.


Tutti gli assenti in questo momento sono malati covid, questo va ad impattare sull’organizzazione assistenziale. C’è un grosso sacrifico da parte di tutti, stiamo cercando di contenere questo impatto importante di grossa criticità. È necessaria la collaborazione dei cittadini». E ci sono luci ed ombre sui dati covid19, i positivi sarebbe decisamente di più rispetto al dato ufficiale. C’è un spazio in cui non vengono registrati i pazienti covid, ed è lo spazio del tampone fai da te. Si compra in farmacia, si effettua a casa e l’esito spesso non viene trasmesso all’Asl. Sarebbero centinaia i cittadini che procedono con il test a domicilio. Non solo un dato numerico che sfugge al controllo, ma il vero dubbio è sulle quarantene. In questo modo il sistema di monitoraggio è saltato ed il tracciamento è praticamente impossibile da garantire. A preoccupare sono anche le attività a mezzo servizio delle Usca, per effetto dell’ultima proroga concessa al fotofinish dall’Asl.


Un dato che andrebbe ulteriormente a pesare sugli ospedali che assorbirebbero l’onda d’urto della mancata assistenza.


LE CHIUSURE Intanto, resta alta l’attenzione all’ospedale di Sarno. «La vera emergenza è in pronto soccorso, bisogna risolvere prima tale criticità per poi aiutare i reparti». È questa la linea che tracciano gli operatori sanitari dopo la chiusura della lungodegenza, di ortopedia e di un’ala del reparto di medicina. Proprio dall’emergenza arrivano le più gravi preoccupazioni: i turni sono fissati fino al prossimo 7 luglio, poi vi è un grande punto interrogativo. Il pronto soccorso sta trascinando tutto l’ospedale verso il baratro. La soluzione di avere medici di guardia medica ed usca per i codici bianchi e verdi è ferma e pare non praticabile. In tanti hanno già rinunciato

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