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Manca il personale e chiude medicina persi 15 posti letto: «Salvare l’ospedale»

Ospedale di Sarno: situazione sempre più drammatica che sembra un punto di non ritorno. 

Crolla un pezzo dopo l’altro l’ospedale di Sarno: si svuotano i reparti, chiudono aree di degenza, si perdono posti letto. Dopo la lungodegenza ed il reparto di ortopedia, ora tocca alla divisione di medicina.
Era nell’aria da tempo, si era tentato di evitare la decisione estrema, ma si è arrivati alla chiusura di un’ala per carenza di personale.


Vanno persi circa 15 posti letto. Ridotte, dunque, le possibilità di ricovero anche al terzo piano del Martiri del Villa Malta. Una scelta che arriva ogni estate e che questa volta pesa più degli altri anni perché sono tutte le divisioni a soffrire per mancanza di medici ed infermieri.


Una situazione sempre più drammatica che sembra un punto di non ritorno. A nulla sembrano valere le manifestazioni di protesta per salvare il nosocomio sarnese, a poco sembrano essere servite le proposte avanzate da consiglio comunale ed associazioni. La carenza di personale è incolmabile in tutta l’Asl, ed ora ne fa le spese l’ospedale di Sarno prima degli altri. In campo le istituzioni politiche, i cittadini, le associazioni ed il neonato comitato Insieme per la salute. È troppo tardi per salvare il nosocomio? Per fortuna, no. È necessario però mettere in campo subito delle azioni.

Il dottore Ferdinando Scarpati traccia le linee di quella che chiama «normalizzazione della devianza». «È uno dei rischi maggiori che corre la società moderna – dice -si verifica quando individui o gruppi accettano ripetutamente uno standard inferiore fino a che esso diviene la norma. In questi ultimi mesi stiamo assistendo al progressivo smantellamento del nostro ospedale, che ha visto dapprima la chiusura del reparto di lungodegenza, poi l’interruzione dei ricoveri e degli interventi chirurgici in ortopedia e, da ieri, la chiusura di un’intera ala del reparto di medicina, senza dimenticare il pronto soccorso. Il comitato Insieme per la salute ha lanciato due mesi fa un grido d’allarme per cercare di porre rimedio a queste criticità prima che sia troppo tardi. La devianza negativa va eliminata».

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