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La statua mutilata della Madonna di Batnaya nel Vesuviano

La statua della Madonna proveniente da Batnaya in Iraq è stata accolta dalla comunità parrocchiale di San Gennaro Vescovo e Martire in San Gennarello di Ottaviano, Diocesi di Nola

La statua della Madonna proveniente da Batnaya in Iraq è stata accolta dalla comunità parrocchiale di San Gennaro Vescovo e Martire in San Gennarello di Ottaviano. Nel mese dedicato a Maria è arrivata questa sacra effigie colpita dalla furia del sedicente Stato Islamico durante l’occupazione della piana di Ninive del 2014, nel Nord dell’Iraq e che, perciò, rappresenta un segno molto forte dei giorni drammatici di quell’assalto. La parrocchia che ospita questa statua sfigurata è dedicata al martire campano per eccellenza Januario e nel suo segno, la presenza di questa statua vuole rappresentare un attestato di solidarietà per i martiri cristiani di ieri e di oggi.

A tal fine Padre Jalal Yako, sacerdote iracheno originario di Qaraqosh nella Piana di Ninive giovedì 25 maggio porterà la sua esperienza della dolorosa persecuzione in Iraq. Batnaya, nello specifico, si trova nel nord dell’Iraq a circa 24 km da Mosul. Prima dell’arrivo dell’ISIS risiedevano circa 950 famiglie cattoliche che sono dovute fuggire per scampare a una morte certa. Quella dove si trova Batnaya è stata una delle aree più pesantemente attaccate, tanto che due terzi delle abitazioni sono state completamente distrutte o incendiate dai jihadisti. In quel periodo nella Piana di Ninive sono state profanate e semidistrutte chiese (oltre 300), cimiteri e monasteri. I libri sacri sono stati incendiati, le icone e le statue vandalizzate, spesso decapitate e usate per il tiro al bersaglio. Sulla cima dei campanili le croci sono state abbattute e sostituite dalla bandiera nera dell’ISIS. Alcune statue sono state recuperate, ma in molti casi le comunità cristiane hanno scelto di lasciare evidenti i segni delle profanazioni, affinché i fedeli possano ricordare la loro resistenza alla persecuzione e la forza della loro fede.

Maggio tradizionalmente dedicato alla Madonna, si arricchisce di un segno importante per la nostra Comunità di San Gennarello. Accogliere questa immagine sfigurata dalla violenza è un’occasione unica. Come Comunità che porta il nome di un Martire, infatti, abbiamo il dovere di sentirci vicini ai cristiani in Iraq e a quanti in ogni parte del mondo sono ancora oggi perseguitati perché cristiani” dichiara il parroco don Raffaele Rianna.

La statua della beta Vergine Maria di Batnaya è giunta il 20 maggio e andrà via 28 di questo mese. Saranno giorni dedicati ad un cammino di riflessione tra memoria e dolore. L’esposizione alla devozione dei fedeli di questa statua della Beata Vergine Maria giunta in Italia è nel solco di un’iniziativa di Aiuto alla Chiesa che Soffre, la Fondazione Pontificia che sostiene i cristiani perseguitati nel mondo. Due gli appuntamenti più importanti: Mercoledì 24 nel giorno della festa di Maria SS. Ausiliatrice, le Comunità Parrocchiali del VII decanato (Ottaviano, San Giuseppe Vesuviano e Terzigno) si ritroveranno insieme in pellegrinaggio a San Gennarello per pregare il Santo Rosario alle ore 21:00 per invocare l’intercessione della Madonna “aiuto dei cristiani”. Giovedì 25 alle ore 20:30, al termine della giornata di Adorazione Eucaristica ci sarà l’incontro Padre Jalal Yako.