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La cultura della legalità contro omertà e mafia

Sarno dall'altoLa lotta alle mafie, la guerra alla prevaricazione criminale, il contrasto alla condotta omertosa attraverso la cultura della legalità. A Sarno, città con il maggior numero di beni confiscati alla camorra in provincia di Salerno, è stato siglato lunedì mattina, nel corso di un consiglio comunale straordinario, il protocollo d’intesa tra il Comune di Sarno, l’associazione Libera e Legambiente Campania. In collaborazione si avvierà ora un percorso volto a promuovere iniziative finalizzate alla diffusione della cultura della legalità ed all’utilizzo per fini sociali dei beni confiscati alla criminalità organizzata. Una sinergia sancita dal voto unanime di maggioranza ed opposizione.“Questa firma – ha spiegato il sindaco Giuseppe Canfora – ha suggellato l’impegno nella lotta alle mafie”. Nel corso dell’assise è stato anche illustrato il progetto “La scuola adotta una vittima di mafia”, realizzato dagli studenti dell’istituto comprensivo “De Amicis – Baccelli” in collaborazione con Libera. L’obiettivo è quello di promuovere e favorire un’azione congiunta tra scuola, esperti e studenti, al fine di divulgare i valori della legalità contro la criminalità organizzata e tutelare l’ambiente ed il patrimonio pubblico. Inoltre, è stato presentato l’opuscolo “Aniello Giordano. L’uomo,  il padre, il poliziotto”. La città dei Sarrasti svetta in cima alla classifica dei beni sequestrati e sottratti alla camorra in provincia di Salerno. Sono 275 i beni confiscati alla criminalità organizzata nella provincia salernitana che sono entrati nella gestione dell’Anbsc, l’agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati. Sulla base dei dati in possesso dell’agenzia spiccano per il maggior numero di beni rilevati i comuni di Sarno, Salerno, Angri, Eboli, Scafati, Nocera. In generale i numeri più importanti si trovano nell’agro sarnese nocerino. Il nome di Sarno spicca su tutti e supera addirittura il capoluogo di provincia, con un totale di 37 beni finiti nella mani dell’Anbsc. Di questi, circa la metà è stata consegnata agli enti comunali; si tratta di tre appartamenti in condominio, di diversi terreni agricoli, di un terreno edificabile, di qualche terreno rurale e di un’abitazione.

Rossella Liguori 

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