Notizie Primo PianoAttualità

Guerra Ucraina, Halina: “La mia terra sotto le bombe. Mio figlio è lì “

«Mio figlio pronto ad andare in battaglia ho paura ma ora dobbiamo tenere duro». Intervista ad Halina vive a Pagani da 20 anni

«Il mio pensiero alle mamme che hanno dovuto salutare i propri figli chiamati a combattere una guerra ingiusta.
Ma è per difendere il nostro paese e teniamo duro. Mio figlio è in Ucraina. Se ci sarà bisogno, anche lui difenderà il popolo».

Halina Skalyk vive in Italia da 20 anni, a Pagani, parla della sua terra, del suo popolo con estrema lucidità.
Sa che queste sono ore cruciali, sa che il terrore si mescola alla necessità di restare calmi. È attaccata al telefono. Il figlio, Vladislav Skiba, che vive in Ucraina, le invia messaggi per rassicurarla, poi sul suo whatsapp arrivano dei video. C’è l’aeroporto raggiunto da un missile, si sente il fragore mentre si solleva una colonna di fumo. La guerra non è più un timore, ora è una realtà. «La notte non si dorme, ormai da settimane. Però, pensavamo non si arrivasse all’attacco. Non meritiamo questo».

Quasi inaspettate le bombe della Russia che fanno piombare l’Ucraina nel baratro, l’Europa nel terrore. Come stai vivendo queste ore?
«Attaccata al telefono, con mio figlio, i miei nipoti, mia sorella.
Riusciamo a comunicare, so come si spostano per mettersi al sicuro. Ho paura. È una situazione tragica. Putin ha iniziato l’attacco che è una guerra totale. Sono preoccupata per tutto il popolo ucraino che è un popolo civile, pacifico. Noi abbiamo cacciato il presidente che faceva comodo a Putin, perché abbiamo scelto un nostro presidente, per la libertà, la democrazia. Ma questa decisione non è stata presa bene. Putin voleva il domino sulla nostra terra. Sono anni che combattiamo. Sapete quanti figli delle mamme ucraine non sono più tornati a casa?

 I tuoi familiari come si stanno proteggendo?
«Mia sorella ha lasciato la sua casa che si trova in centro in un palazzo molto alto. Quindi, era pericoloso. È andata in campagna, dove è più sicuro. Mi ha chiamato da poco e mi ha detto che i russi hanno raggiunto Chernobyl.
Abbiamo paura per la zona del reattore. Lì è tutto coperto e protetto, se si bombarda quell’area sarà un’ulteriore tragedia. Mio figlio con la famiglia si è messo al sicuro, lui cerca di fare forza anche ai miei nipoti. Lì tutti attendono di sapere cosa deciderà di fare Biden per un sostegno. Noi da soli contro la Russia non possiamo farcela. Mio figlio potrebbe essere chiamato a combattere. Io ho paura, ma dobbiamo difendere la nostra terra. Se ci sarà bisogno, lui andrà. La nostra terra è bella, ricca di cultura e di storia. Un paese civile che ha fatto tanti passi in avanti grazie alla democrazia che avevano instaurato. Ci sono già tante vittime. Mi ha chiamato una mia amica. A pochi chilometri da casa sua, hanno lanciato delle bombe colpendo cinque case popolari. È tutto raso al suolo, sono tutti morti». Da tempo si parlava di un attacco.

Ve lo aspettavate?

«Sinceramente no. Speravamo in una operazione di mediazione. È stato improvviso. È una giornata terribile per noi, di grande tristezza, sofferenza, preoccupazione. Bisogna intervenire subito e fermare questa guerra irragionevole, ingiusta, come tutte le guerre». Vivi qui da venti anni.

Cosa ti aspetti dall’Italia?

«Che ci sia vicinanza, unione, sostegno. Che gli italiani capiscano cosa sia davvero Putin e la sua propaganda. Se prende l’Ucraina, non si fermerà. Aspettiamo aiuti, noi in questo momento siamo molto deboli. Ho sentito Draghi e mi è piaciuto tanto perché applicherà sanzioni per fermare quello che sta accadendo. Questo è un primo passo. Se siamo uniti, per Putin questo è l’inizio della sua fine. L’Europa, il mondo non possono restare a guardare. Lui è andato contro tutto il mondo».