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Case post frana: soluzioni ed attese

Ricostruzione post frana: due comparti adiacenti dal diverso destino. Per le case delocalizzate è arrivata la soluzione sull’ atto di riconsegna ai legittimi proprietari, per quelle ricostruite in loco si dovrà ancora attendere. Ieri è stato sottoscritto il secondo atto di trasferimento che porta il nome di Mario Donnarumma, ritornato nella piena titolarità della casa distrutta in altra area dall’ evento del 5 maggio 1998. La soluzione si è trovata per 21 famiglie del cosiddetto Lotto 11, ma dovranno ancora aspettare, dopo 19 anni, altri nuclei del comparto Casasale. E sono proprio questi ultimi a manifestare il proprio malcontento ed a chiedere uno sblocco per la loro condizione. «Le nostre abitazioni distrutte dalla frana ha spiegato Maria Milone – che abbiamo ricostruito non sono di nostra proprietà da ben 19 anni. Nonostante i nostri continui solleciti e manifestazioni di protesta siamo ancora in attesa. Perché non si trova una soluzione anche per noi?». A farle eco Filomena Annunziata. «Vi è stato un consiglio comunale dopo il quale ci avevano garantito un atto ufficiale a breve, ma sono passati anni e nulla è cambiato». Negli ultimi tempi, diverse criticità che si trascinavano da oltre un decennio sono state portate alla luce per arginarle. Infatti, gli alluvionati nell’ attesa di entrare in possesso ufficialmente e giuridicamente delle case era divenuta ancora più difficile nell’ ipotesi che le tasse di trasferimento fossero a loro carico. Un ulteriore aggravio di una situazione divenuta insostenibile ed un lungo e complesso iter per la risoluzione. «Un articolato percorso tecnico e burocratico aveva spiegato il vicesindaco Gaetano Ferrentino – tra accatastamenti, titoli e norme di diritto privato, con studi approfonditi e continue consultazioni tra il Comune, l’ Arcadis e l’ Agenzia delle Entrate. Alla fine, siamo riusciti, per giustizia ed equità, a non far pagare imposte e tasse di trasferimento in quanto non si commercializzano appartamenti, ma si rimedia ad alleviare i disagi dei cittadini duramente colpiti dai tragici eventi del 1998. Anche il comune ha rinunciato ad incamerare i diritti di segreteria e di rogito dell’ ente»

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