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Falsi documenti agli immigrati: indagini comuni dell’Agro. Circa 200 euro per un atto…

Falsi permessi di soggiorno e residenze ad extracomunitari: partirà tra pochi giorni, il 17 gennaio dinanzi al III collegio, il processo che vede quattro persone sedere al banco degli imputati, con accuse che vanno dall’associazione a delinquere alla contraffazione di documenti, fino al falso in atto pubblico, peculato e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Trentasette sarebbero stati gli stranieri regolarizzati sotto il profilo documentale e abitativo. All’ufficio Anagrafe del comune di San Valentino Torio, secondo le indagini condotte dal sostituto procuratore Giuseppe Cacciapuoti, avrebbero fornito false informazioni. Al centro del raggiro ci sarebbero stati il figlio di una ex dipendente in pensione dell’ufficio anagrafe, lei stessa e la moglie dell’uomo, oltre ad un magrebino che avrebbe avuto il compito di collettore tra gli italiani e i suoi connazionali.

La documentazione utile alla permanenza sul territorio italiano e dell’Unione europea veniva prodotta per permettere ai tre di intascare i soldi per le pratiche Asl e per quelle del Comune. I tre si sarebbero aiutati tra di loro, con un accesso al sistema informatico che generava guadagni dai 150 ai 200 euro ad extracomunitario, i quali versavano ignari di tutto gli oneri comunali per avere le false certificazioni di abitabilità, con un’intestazione formale dell’ufficio tecnico del comune e del servizio di igiene dell’Asl. Ma gli edifici, nella realtà, erano fatiscenti e non abitabili. I soggetti in questione provenivano in gran parte da Marocco e dall’Algeria. Sarebbe stato il figlio della dipendente, indirizzato dalla madre, ad aver coordinato e organizzato il giro. L’inchiesta, ribattezzata «Easy residence», fu oggetto anche di un approfondimento dell’Antimafia, sezione anti terrorismo, a causa della presenza irregolare di diversi cittadini extracomunitari provenienti da paesi africani. Il fascicolo è ora tornato al tribunale di Nocera Inferiore, a pochi giorni dall’apertura del dibattimento. Alcune delle posizioni riguardanti cittadini magrebini furono stralciate, constatata la loro irreperibilità. 

Fonte Il Mattino

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