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Ex Villa Malta – Canfora: “Lavoriamo per il recupero”

L’Asl pronta a cedere l’ex Villa Malta, l’ospedale distrutto dalla frana del 1998 e divenuto un rudere pericolante. Alla base della cessione c’è un patto con la responsabilità del Comune a provvedere alle spese di progettazione ed esecuzione dei lavori per la ristrutturazione ed il riutilizzo. Un accordo quello tra l’azienda sanitaria che è proprietaria dell’immobile ed il Comune di Sarno già approvato come schema di protocollo di intesa dalla giunta del sindaco Giuseppe Canfora. La struttura che svetta in via Pedagnali è un rudere fatiscente lasciato marcire dal lontano 5 maggio 1998. Un edificio storico travolto dalla frana, dimenticato ed abbandonato da 18 anni senza alcun intervento di messa in sicurezza né di ripristino dei luoghi. Nella enorme tragedia che colpì la città divenne subito un simbolo, al suo interno trovarono la morte medici e personale ospedaliero, pazienti ricoverati ed i primi feriti che arrivarono al pronto soccorso. Negli anni è poi divenuto emblema di degrado con fondi arrivati e probabilmente dirottati su altri progetti del post frana. L’ex Villa Malta si trova nel cuore dell’area più colpita dalla frana del 1998, ed oggi è uno scheletro instabile al centro dei comparti abitativi ricostruiti. Ancora pezzi di fango cementificato nell’atrio, vetri rotti che sporgono sulla strada, cornicioni malfermi e muri mantenuti da tralicci. Le camere sono spesso state utilizzate di notte dai senzatetto e dai tossici. Nel tempo più volte è stato lanciato l’allarme dai residenti sulle condizioni dell’area e sulla sospetta presenza di amianto ed il rischio per la salute pubblica. Il vecchio ospedale è stato spesso al centro di progettazioni ed idee per un recupero sempre rimaste su carta e fulcro di grandi battaglie portate avanti dal cappellano della chiesa a ridosso, Padre Maurizio Albano. L’accordo con l’Asl, che cede in comodato d’uso per novanta anni l’edificio al Comune, potrebbe portare ad un riutilizzo. L’idea per adesso è quella di sfruttare gli spazi per realizzare una struttura museale di tipo interattivo a carattere sociale, con particolare valenza educativa e storiografica riguardante i tragici eventi alluvionali di 18 anni fa.

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