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Dario, missionario di pace, ucciso dal virus. Sarno in lacrime

Missionario semplice ed umile, Padre Domenico muore di Coronavirus a Piacenza, e Sarno, la sua terra di origine, tra le lacrime ne ricorda l’amore per gli altri e la profonda generosità. Non ce l’ha fatta Padre Domenico, nome di battesimo Dario Lanzetta, che il prossimo 17 agosto avrebbe compiuto 65 anni. Viveva a Piacenza, ed era risultato positivo al Covid19 lo scorso 22 marzo. Si era sentito male nella cappella del convento mentre era assorto in preghiera. Aveva perso i sensi e ad accorgersene era stato un altro padre che aveva subito chiamato i soccorsi. Attivato il protocollo Covid19, il tampone aveva dato esito positivo. In un primo momento i sintomi non era parsi critici, poi, nei giorni della settimana santa le sue condizioni si erano improvvisamente aggravate tanto da richiedere il trasferimento e ricovero in terapia intensiva con la ventilazione artificiale.

Poi, le ultime telefonate ai parenti ed agli amici a Sarno prima di essere intubato. Ieri la notizia della sua scomparsa ha addolorato la comunità sarnese. Padre Domenico negli anni aveva seminato con la forza della sua fede il coraggio della bontà, la grandezza dell’umiltà. Missionario in Colombia ed in Ecuador, fino ad alcuni anni fa, prima di ritirarsi a Piacenza, sapeva col suo sorriso semplice e le parole di incoraggiamento, aiutare, assistere e sostenere. La sue fede era profondamente missionaria, sapeva essere attivo nel bene. Tornava a Sarno di tanto in tanto con entusiasmo. Le sue celebrazioni e le sue orazioni dall’altare erano esempio vivo e vivido di vita nella luce di Dio. Un punto di riferimento per tanti sarnesi. Raffaella Ruoppolo che lo aveva sentito al telefono il giorno di Pasqua. “Sapevamo stesse lottando contro il virus. Quando ci siamo sentiti per gli auguri, ho avvertito la sua voce stanca, a tratti flebile e le lacrime mi hanno bagnato il viso. Lo conoscevo da bambina, è stato sempre parte della nostra famiglia. Persona d’animo buono”.

Per tanti Padre Domenico era semplicemente Dario. Soprattutto a Sarno. A ricordarlo anche Matteo Borrelli, capo scout. “Dario è stato il nostro primo assistente ecclesiastico insieme a don Domenico D’Ambrosio ad iniziare la grande avventura scout nel 1984 quando si è aperto ufficialmente la sede del Sarno 1. E’ stato sempre al nostro fianco dal primo giorno e, ogni volta che ritornava a Sarno ci incontravamo e ricordavamo insieme le avventure dei primi campi scout. Un frate che ha avuto sempre nel cuore la missione di pace e amore con gli altri e per gli altri”.

 

 

 

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