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Consiglio saltato, l’opposizione chiama il Prefetto

L’opposizione chiama il Prefetto: “Da verificare la seduta di consiglio e la posizione del presidente”. Dopo aver chiesto le dimissioni del presidente del consiglio comunale, Giuseppe Esposito, la minoranza, con i consiglieri Giovanni Cocca, Giovanni Montoro, Giuseppe Agovino, Walter Giordano, Maria Rosaria Aliberti, Sebastiano Odierna, Antonello Manuel Rega, Domenico Crescenzo ha inviato una nota al Prefetto di Salerno chiedendo di intervenire sulla vicenda dell’ultima assise, con all’ordine del giorno il disagio giovanile, disertata dalla maggioranza e non celebrata per mancanza del numero legale. 

L’opposizione ritiene di aver chiesto l’assise “in seconda convocazione” e che, dunque, si sarebbe potuta celebrare con 1/3 dei consiglieri.

“Malgrado all’appello risultassero presenti 10 consiglieri comunali su 24 – si legge nel documento – e, quindi, nonostante fosse palesemente sussistente il numero legale previsto per le sedute di seconda convocazione il presidente del consiglio comunale, supportato dal parere del segretario comunale, dichiarava, in maniera del tutto inopinata, la seduta deserta per mancanza del numero legale, non tenendo alcun conto della nota con la quale i consiglieri di minoranza presenti in aula chiedevano di proseguire i lavori della seduta. Se solo per ipotesi, volesse ritenersi che la seduta del 6 febbraio 2020 sia stata inopinatamente ed in maniera illegittima – in quanto in contrasto con precise disposizioni legislative, statutarie e regolamentari oltre che con le esplicite richieste della minoranza consiliare – convocata “in prima convocazione” anziché “in seconda convocazione”, il comportamento del presidente dovrebbe ritenersi censurabile. L’ostruzionismo di maggioranza, ovvero il comportamento preordinato al conseguimento della mancanza del numero legale costituisce una inammissibile prevaricazione della maggioranza nei confronti delle minoranze. Si chiede l’intervento del Prefetto per ripristinare il rispetto delle norme legislative, statutarie e regolamentari poste a tutela ed a garanzia dell’esercizio dei diritti costituzionalmente riconosciuti ai sottoscritti consiglieri comunali”.

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