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Commemorazione del 156° anniversario del transito di Padre Giuseppe Odierna, Redentorista

Alle ore 19.00 del 13 marzo 1866 moriva, in “Concetto di Santità”, nel convento di San Domenico di Somma Vesuviana, padre Giuseppe Odierna, Redentorista.

Quest’anno ricorrendo il 156° anniversario del “transito”, il parroco di San Michele e San Giorgio, don Nicola De Sena, in collaborazione con l’Archivio storico municipale “Giorgio Cocozza” e la famiglia Odierna di Sarno, organizza nel giorno domenica 13 marzo 2022, alle ore 18.30, presso la chiesa di San Domenico, una solenne celebrazione eucaristica con la partecipazione del cappellano militare, don Cosimo Monopoli. La liturgia sarà animata dai solisti dell’Orchestra e coro “Laetamini in Domino” – “Città di Sarno”, diretti dal maestro Celestino Pio Caiazza.

Nell’occasione sarà scoperta una lapide in sua memoria posta presso la cappella di Sant’Alfonso Maria de Liguori della monumentale chiesa. Dal 1816 al 1902 il convento con l’annessa chiesa diviene sede della congregazione del Santissimo Redentore e padre Giuseppe rivesti la carica di rettore nel 1849. Padre Giuseppe Odiernanacque a Sarno il 4 ottobre 1807 dagli “Acconsolillo” e a 15 anni entrò nella congregazione per un noviziato svolto con molto fervore; fece la sua professione nel 1823 e venne ordinato nel 1831 a Cellino San Marco, e ben presto avviato alle missioni che svolse con grande slancio nonostante malfermo in salute.

Più che con le ardenti parole, egli predicava con la propria vita, destando tale ammirazione che furono innumerevoli le conversioni attuate nel corso del suo ministero. Umile, semplice, estremamente osservante della regola specialmente per quanto riguarda la povertà, assiduo al confessionale, riusciva ad essere consolatore e affettuoso. Uomo dottissimo, secondo i ricordi locali, veniva chiamato “biblioteca ambulante”. Nel febbraio 1866 una grave malattia lo afflisse con sofferenze violente che tuttavia egli sopportò con animo risoluto e spirito eroico; ricevette con fervore gli estremi sacramenti.

A Somma Vesuviana aveva svolto gran parte del suo apostolato tra l’unanime compianto della cittadinanza dove era venerato come un “Santo”. La salma accompagnata con cassa dai confratelli della congrega del Santissimo Rosario fu sepolta il giorno seguente alle ore 18.00 nella fossa separata sotto all’incorno dell’epistola della cappella sepolcrale, numero di croce 2317. L’edificio, originariamente, era situato al di fuori del muro di cinta della zona d’inumazione del vecchio camposanto.

L’appezzamento di terreno di mq. 94,50 fu concesso al sodalizio il 19 gennaio del 1864 dall’ Amministrazione cittadina. I resti mortali del padre liguorino sono custoditi nel civico cimitero di Somma Vesuviana, in attesa di una degna sistemazione nella cappella di Sant’Alfonso Maria de Liguori della chiesa di San Domenico.