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Chef Arcangelo Michele Falciano, da Sarno al mondo. I suoi piatti sono opere d’arte

 

Ha lavorato nei più grandi ristoranti stellati del mondo.

Il suo nome da Sarno è arrivato a Praga, Londra, poi in Argentina, in Australia. La sua passione per la cucina nasce e cresce insieme all’amore per la sua mamma e ne porta i ricordi e gli insegnamenti nel cuore e nei sapori che presenta in tavola. La sua è una cucina carica di identità, fatta di tradizione mescolata alle esperienze maturate in giro per il mondo. Il confronto con sapori e profumi ha valorizzato le sfumature delle sue radici. I prodotti “di casa”, le materia di eccellenze con le quali si è confrontato fin da piccolo.

È lo Chef Michele Arcangelo Falciano, classe 89. Si è forgiato con sacrificio, ed il suo percorso di vita arricchito dalle persone che ha incontrato e con le quali si è confrontato ha segnato il carattere e la personalità. I suoi piatti sono vere e proprie opere d’arte della gastronomia che toccano il palato ed il cuore. I piatti disegnano accostamenti e sperimentazioni. La delicatezza si mescola alla forza dei colori, la dolcezza all’amaro. E sono gusti che esplodono. Ha vissuto il mondo, ha esplorato spezie e materie prime e ne ha fatto accostamenti innovativi e vivaci. La sua anima è per i sapori campani. Quelli che hanno colorato la sua vita. Ed è così che è tornato in Italia con tanti progetti già realizzati, e sogni nel cassetto pronti a nuovi obiettivi. “Mai smettere di sognare. Tutto si realizza con impegno e costanza”. Dice lo Chef Michele Arcangelo Falciano che conosce bene tenacia e determinazione.

L’intervista

Chef, lei inizia ma giovanissimo. Come nasce la passione per la cucina?

La passione per la cucina inizia fin da piccolo. A me piaceva mangiare, ero una buona forchetta , ma sopratutto aiutavo sempre mia mamma a fare gli gnocchi, le lasagne, le polpette. Ricordo che mi faceva pelare le melanzane che poi lei faceva i famosi “boccacci “ sott’olio. Lei mi ha educato a mangiare tutto ad avere rispetto per le materie prime e questo l’ho portato con me per sempre lungo le esperienze lavorative .

Esperienze importanti ti hanno portato subito in giro per il mondo. Ricordiamo insieme le tappe importati della tua vita umana e professionale?

Ho iniziato a muovere i primi passi nella pizzeria sotto casa. La mattina andavo a scuola e la sera andavo a lavorare. Dopo il secondo anno di scuola all’alberghiero, ho iniziato a fare le stagioni estive da maggio a ottobre. Dopo essermi diplomato ho iniziato la prima esperienza nel ristorante ROSSELLINIS 2 Stelle Michelin di Ravello, con lo chef Pino Lavarra. Poi, sono partito per l’ estero, al FOUR SEASON di Praga 1 Stella Michelin, ho proseguito a Londra con lo chef francese Alain Ducasse al DORCHESTER COLLECTION 3 Stelle Michelin , li e stata la mia esperienza più dura ma ho imparato tanto. La mattina non entravi in cucina se non avevi la barba fatta e in perfetto orario, doveva essere tutto preciso e perfetto, dovevi mantenere ritmi forsennati. Ero arrivato in uno dei ristoranti più importanti a livello mondiale e quindi non mi potevo permettere di sbagliare. Ho proseguito al BULGARI HOTEL al ristorante Rivea sempre per Ducasse dove ero sous-chef, poi stanco della vita londinese mi sono trasferito a Cordoba in Argentina dove ho fatto l’apertura di un ristorante Italiano. Poi, mi sono trasferito a Parigi per 3 anni al ristorante LE PATIO , e poi sono partito per lAustralia, prima a Sydney e poi Melbourne

Oltre 12 anni all’estero, poi il rientro in Italia. Cosa ti ha portato a ritornare?

Dopo 12 anni in giro per il mondo nel 2019 sono rientrato in Italia perché sentivo il bisogno di riabbracciare la mia amata terra avere un contatto diretto con la natura. Mi mancava la materia prima campana , e forse era giunto anche il momento di mettere al cospetto per il mio paese tutto quello che avevo imparato.

Dove sei impegnato ora?

Sono 6 anni che lavoro a Positano quest anno sarò lo chef del Ristorante CASA MELE

Come nasce il progetto ed il marchio La Cucina?

Il marchio LA CUCINA era un progetto che volevo fare insieme a mia mamma, ma poi lei è venuta a mancare. È stata lei, essendo una bracciante agricola, a trasferirmi la passione e l’amore nel coltivare verdura e ortaggi. Così dopo un po’ di tempo, ho preso le redini in mano di quello che lei aveva lasciato ne ho approfittato nel periodo della pandemia per rimettere in sesto i terreni riorganizzare il tutto. Ho iniziato a coltivare e a trasformare tutti i prodotti. Dal pomodoro, all’olio extravergine di oliva , friarielli , scarole , marmellate e tanti altri prodotti .

Altro grande obiettivo raggiunto è il tuo laboratorio, giusto?

Sì, il mio lab-51. Essendo un grande appassionato di lievitati ho realizzato questo laboratorio di cucina dove faccio i panettoni a Natale e le colombe a Pasqua, alcuni prodotti di rosticceria e alcuni dolci monoporzione.

Il tuo prossimo sogno da realizzare?

Il mio prossimo sogno sarà quello di aprire un ristorante con pochi posti a sedere facendo un percorso a kilometro 0. Ma penso che ci vorranno alcuni anni, già faccio tante cose con una vita sacrificata , delle volte vorrei le giornate di 48 ore , per riuscire a fare tutto. Ma mai demoralizzarsi, bisogna credere in quello che si fa e solo con impegno e costanza si possono realizzare le cose .

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