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Castel San Giorgio, frode fiscale e sequestro per 136 milioni di euro

Frode fiscale: misure cautelari per 9 soggetti e sequestro di 136 milioni di euro

Nella mattinata di oggi, i militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Salerno hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di applicazione di misure cautelari personali e reali nei confronti di 9 soggetti, procedendo contestualmente al sequestra di beni e valori per un importo superiore ai 136 milioni di euro.

In particolare, il G.I.P., su richiesta della Procura, ha disposto la custodia cautelare in carcere nei confronti di R.C. (34 anni), gli arresti domiciliari per altri 4 indagati, L.C. (cl. 60 anni), B.C. (30 anni), D.B.V. (41 anni) F.D, (cl. 40 anni) ed il divieto di dimora nelle province di Salerno e Avellino, nonché nel comune di Roma per altre cinque persone M.P. (54 anni), G.D.R. (51 anni), G.R. (44 anni) V.L. (34 anni). Oltre ai soggetti sottoposti a misure cautelari, le indagini riguardano 82 persone fisiche, a carico delle quali vengono contestati, a vario titolo, i reati di associazione per delinquere, emissione ed utilizzo di fatture per operazioni inesistenti, ricettazione, riciclaggio e reimpiego di denaro provento di reato, omesso versamento d’imposte, sostituzione di persona, falsità ideologica commessa da privato in atto pubblico.

Le indagini, condotte congiuntamente dal Nucleo di polizia economico finanziaria della Guardia di Finanza di Salerno e dalle Compagnie Guardia di Finanza di Scafati e Nocera Inferiore, sotto il coordinamento della Guardia di Finanza di Salerno, hanno riguardato i promotori e gli organizzatori di un sodalizio criminale avente stabile sede operativa a Castel San Giorgio che, attraverso la gestione di 12 società di capitali, si sono resi responsabili di una ingente “frode carosello” riguardante la vendita di carburante.

In particolare, secondo l’ipotesi accusatoria, allo stato confermata dal Gip, sarebbero state annotate, nell’arco temporale compreso dal 2017 al 2020, nelle scritture contabili delle società coinvolte fatture per operazioni soggettivamente inesistenti, ossia poste in essere realmente ma tra soggetti differenti da quelli indicati sul documento fiscale, per un importo superiore ai 900 milioni di euro, con una sottrazione al pagamento dell’imposta sul valore aggiunto di oltre 160 milioni di euro.

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