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Caso Grazia Prisco: aperto fascicolo per omicidio contro ignoti

Sul caso caso Grazia Prisco la Procura di Avellino ha aperto un fascicolo per omicidio contro ignoti

Per la morte di Grazia Prisco, l’anziana donna trovata priva di vita venerdì scorso in una zona di montagna tra Baiano e Mugnano del Cardinale, la Procura di Avellino ha aperto un fascicolo per omicidio contro ignoti. L’uomo che era con lei a bordo dell’Apecar, D.D.F, è stato dimesso nei giorni scorsi dall’ospedale di Sarno e agli inquirenti ha raccontato di non ricordare nulla su quanto accaduto. I due si erano allontanati da Lavorate di Sarno nella giornata di sabato 11 marzo.

La donna abitava da sola nella frazione di Lavorate, in Via Masseria Scesce. Viveva in un appartamento preso in affitto. Pare fosse un’accumulatrice seriale di rifiuti. Infatti in casa sarebbero stati trovati stracci, masserizie e oggetti di ogni genere. Prima di tornare in Italia, viveva negli Stati Uniti dove aveva perso il marito e i due figli in un tragico incidente stradale.

Ancora tanti interrogativi aperti.

Due giorni fa, al “Moscati” di Avellino, è stata effettuata l’autopsia sul corpo della donna 80enne. Un caso che lascia ancora tanti interrogativi aperti.

Perché Grazia Prisco con l’amico 84enne di Sarno si sarebbe dovuta inoltrare in una zona impervia di montagna, di difficile percorrenza?

Cosa ha spinto i due anziani a mettersi in viaggio? Cosa è accaduto di preciso? Domande che restano sospese. D.D.F. dice di non ricordare nulla. Un’ipotesi è quella che possano aver sbagliato strada. Arrivati a Baiano, anche a causa del buio, potrebbero essersi persi dopo aver imboccato la strada che conduce in montagna.

Prende corpo l’ipotesi di un guasto meccanico che avrebbe bloccato l’automezzo nella fitta boscaglia. D.D.F. sarebbe andato alla ricerca di aiuto, lasciando Grazia Prisco nell’Apecar; l’anziana donna a sua volta si sarebbe allontanata per alcune centinaia di metri, dove è stata poi ritrovata senza vita. Un giallo con molte domande aperte che gli inquirenti stanno cercando di ricostruire. Smentita l’ipotesi secondo la quale stavano recandosi nel carcere di Bellizzi Irpino a trovare un parente detenuto.

Intanto, a quasi sette giorni dal ritrovamento del cadavere della povera donna, nessun parente si è fatto ancora vivo. La polizia avrebbe rintracciato un nipote che abita a Striano.

 

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