Campania, bilancio attività 2018 carabinieri forestali: denunce e sequestri in aumento

Redazione
Da Redazione Gennaio 30, 2019 10:01

Campania, bilancio attività 2018 carabinieri forestali: denunce e sequestri in aumento

Arriva il resoconto complessivo delle attività svolte nel 2018 dai 447 militari in forza ai Gruppi Carabinieri Forestali delle 5 province campane, dai Reparti Carabinieri “Parco del Vesuvio” e “Parco del Cilento e Vallo di Diano e degli Alburni” e dal Reparto Carabinieri Biodiversità di Caserta.Gli incrementi dei risultati operativi più significativi riguardano il contrasto al bracconaggio di avifauna e quello allo smaltimento illecito dei rifiuti. Si parte con 71.835 controlli (più del 14% rispetto al 2017 e più del 26% rispetto al 2016) effettuati nel 2018 dai Carabinieri Forestali in Campania, poi 3.049 gli illeciti amministrativi contestati (più del 45% rispetto al 2017 e più del 102% rispetto al 2016) per un importo di € 3.715.869,75 e 2.456 (più del 21% rispetto al 2016) le notizie di reato segnalate all’AG, infine si registrano 834 sequestri e 15 arresti (più del 50% rispetto al 2017 e più del 67% rispetto al 2016).

Antibracconaggio. Particolarmente attiva l’azione di contrasto dei 2 Nuclei Carabinieri CITES di Napoli e Salerno e dei Gruppi Carabinieri Forestali operanti su zone umide e su aree di passo dell’avifauna migratoria, cui hanno collaborato volontari di WWF e LIPU.Significativi i risultati nel territorio tra le province di Napoli e Caserta in cui, oltre ai Gruppi Carabinieri Forestale competenti, opera il Coordinamento Operativo Locale Permanente Antibracconaggio (C.O.L.P.A.) discendente dal “Piano d’Azione Nazionale per il contrasto degli illeciti contro gli uccelli selvatici”. Il COLPA, coordinato dal Nucleo CITES di Napoli, rappresenta una forma di sinergia tra i corpi di vigilanza che operano in una zona definita black-spot “Coste Pontino Campane”, intesa come uno dei 7 luoghi sul territorio nazionale in cui il fenomeno del bracconaggio di avifauna risulta particolarmente intenso.Si pensi che in un’unica azione di polizia giudiziaria sono stati sequestrati oltre 1500 esemplari di avifauna selvatica, illegalmente catturati da soggetti dediti stabilmente al bracconaggio e destinati alla vendita per finalità alimentari nel Nord Italia.

Molti gli strumenti sequestrati per la caccia illegale all’avifauna: si tratta di dispositivi elettromagnetici che diffondevano il verso degli uccelli, richiami, stampi di plastica che riproducevano le sembianze dei volatili e che venivano disposti in zone in cui erano state piazzate trappole e reti e disseminato cibo.Il tutto per attirare esemplari di avifauna e catturarli per finalità ornamentali, commerciali e alimentari.Il contrasto al bracconaggio ha condotto all’inoltro all’AG di 251 notizie di reato (+ 60% rispetto al 2017 e più del doppio rispetto all’anno 2016 + 113%) nonché alla contestazione di 580 illeciti amministrativi (+148% rispetto al 2017 e più del triplo rispetto al 2016 +317%), al sequestro di più di 4800 esemplari, in moltissimi casi subito liberati nell’ambiente naturale, di 39 armi da fuoco, 18 reti da uccellagione, 61 richiami acustici, ed oltre 1000 cartucce. 

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