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L’Iran attacca due basi Usa in Iraq, almeno 80 morti. Italiani illesi

L’Iran ha lanciato nella notte la “feroce vendetta”, come l’ha chiamata la Guardia Rivoluzionaria, contro gli Stati Uniti.
Secondo un primo bilancio, non ancora ufficiale, ci sarebbero almeno 80 morti. Decine di missili sono stati lanciati contro due basi irachene che ospitano militari statunitensi: quella di al-Asad e quella di Erbil, dove è presente anche il contingente italiano. I militari sono stati messi in sicurezza in un bunker e sarebbero tutti illesi. L’attacco dell’Iran è avvenuto nello stesso orario della morte del generale Soleimani. Crollano le borse asiatiche, mentre continua la corsa al rialzo del petrolio.

Trump twitta: “Va tutto bene, in corso valutazione dei danni”

“Va tutto bene”. Comincia così il tweet del presidente americano Donald Trump dopo l’attacco dell’Iran. Il tycoon, che in serata ha riunito per qualche ora il consiglio di sicurezza nazionale, ha annunciato una dichiarazione per domani mattina, mentre si stanno facendo le ricognizioni dei danni e delle eventuali vittime dell’attacco.

Libia: Di Maio, “Pronti ad un tavolo con Turchia e Russia per soluzione crisi” 

“Siamo d’accordo ad aprire un tavolo tecnico con la Turchia e anche con la Russia, perchè in questo momento, per trovare una soluzione alla crisi libica” oltre a “partner come gli Stati Uniti, ci sono paesi importanti come la Russia, l’Egitto e la Turchia che sono fondamentali”. Lo ha detto il ministro degli Esteri Luigi Di Maio al termine del colloquio ad Istanbul con il collega turco Mevlut Cavusoglu. “E’ importante dialogare con tutti e trovare una soluzione tutti insieme”, ha aggiunto.

Sfruttamento del lavoro nero e prostituzione, operazione a Reggio Calabria 

Numerosi arresti sono in corso da parte dei carabinieri di Reggio Calabria nei confronti di persone accusate di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro, sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione. L’inchiesta ha colpito una rete di caporali, composta da cittadini extracomunitari di origine centrafricana all’epoca dei fatti domiciliati nella baraccopoli di San Ferdinando e a Rosarno, i quali, in concorso con i titolari di aziende agricole e cooperative, erano dediti alle attività di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro ai danni di braccianti agricoli extracomunitari, al favoreggiamento e lo sfruttamento della prostituzione di donne africane. 

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